Liberi con la pancia | Feldenkrais | Caterina Marzoli

Liberi con la pancia!

Attenzione questo post potrebbe urtare le vostre credenze!
Sì, perchè avere la pancia è NORMALE!

Avere (un po’ di) pancia è normale, tirarla dentro no!

La pancia è qualcosa che appartiene all’essere umano come i brufoli, i peli e il raffreddore.

Rari, gli esseri umani con la pancia piatta naturale,  cioè che non siano denutriti o malati.

Qualche giorno fa una mia giovane paziente, con cui sto lavorando da un po’ su un dolore pelvico cronico, è entrata nello studio con un paio di pantaloni che facevano vedere le  forme morbide, sbuffando e dicendo: “Non ne posso più, io ho tirato fuori la pancia e anche se sono grassa non mi importa”.

Era ora!

La pancia rilasciata e tranquilla è uno dei punti più difficili da  accettare, eppure la pancia è importantissima.
Ma è la cosa con cui lotto di più con i miei pazienti/clienti/studenti.

L’addome rilasciato ha a che fare con il concetto di KI (energia) delle arti marziali, qualcosa che forse noi occidentali non capiremo mai. Cosa vuol dire “tenere la pancia morbida” e far fluire il KI, con precisione non lo sappiamo (e non date troppo credito a chi sostiene di saperlo), una cosa però comune tra gli insegnanti Feldenkrais e di poche  altre scuole di pensiero, è che andare in giro con la pancia risucchiata in dentro fa male.

Ma nessuno ne parla.

Fa male alla schiena, fa male all’intestino, fa male al pavimento pelvico, fa male al respiro. Fa male alla vita in generale. Siamo mammiferi, abbiamo bisogno di alte quantità di ossigeno, di cui una grossa parte impieghiamo per ragionare, cioè per il cervello.

E a questo punto, una marea di fisioterapisti, fisiatri, ortopedici, insegnanti pilates, yoga, osteopati, etc, etc, si sta indignando…
Ma come? Dove la metti, la core stability? Dove la metti la power house? Ma il traverso dell’addome non è il muscolo più importante del corpo? Per non parlare del rilassamento degli organi interni…. E la prova costume, la tartaruga, il six packs?

Davvero???
Bene, ti dò una notizia! La cosa più importante nella tua vita è respirare.
Prova a trattenere il respiro per 10 minuti e poi vediamo…

Cosa succede se non respiri? Muori. Semplice.

Qual è il muscolo responsabile della respirazione? Il diaframma.

Come funziona il diaframma?

 

 

Il diaframma si abbassa, dalla metà del torace scende verso il pube, grazie a un gioco di pressioni l’aria è risucchiata dall’ambiente esterno dentro i polmoni.
Nella sua discesa verso il basso, il diaframma comprime delicatamente i visceri dell’addome, che non posso far altro che espandersi in fuori, in tutte le direzioni.
Quindi, se va tutto bene, ad ogni respiro, la pancia dovrebbe espandersi (almeno) un po’.

Se tutto ciò viene permesso da una pancia libera da tensioni muscolari, emotive, psicologiche, la pancia si espande e poi ritorna al suo stato naturale.

Se la persona è rilassata e fa un gran respiro, può sembrare una pancia di 7 mesi!!!

Questa è la nostra fisiologia, non sto inventando nulla, cosa ci impedisce di assecondarla?

Perché fa male tirare in dentro la pancia

Diaframma e addominali sono muscoli antagonisti, cioè quando lavora uno, si riposa l’altro e viceversa. Qualsiasi discorso, teoria, pratica su uno dei due, deve prendere in considerazione anche l’altro, è come se fossero una coppia sposata in camere separate.

1. Tutti i muscoli lavorano accorciandosi e rilasciandosi, diaframma e addominali non fanno eccezione. 
La fisiologia umana non prevede contrarre, contrarre, contrarre. I muscoli hanno fisiologicamente bisogno di un periodo di riposo prima di iniziare una nuova contrazione. Tenere gli addominali sempre attivati per comprimere la pancia, non solo impedirà al diaframma di fare il suo lavoro, ma farà male anche al funzionamento degli addominali stessi, che non sapranno più effettuare una contrazione efficiente.

2. Tenere in dentro i muscoli dell’addome (gli addominali appunto), che si faccia per vergogna del proprio corpo o per trattenere la rabbia o il dolore, o per qualsiasi altro motivo, porta delle pressioni o un “contenimento” degli organi interni dell’addome. Questi organi però, che si trovano sospesi da legamenti e fasce (come se fossero avvolti da un’amaca), hanno un minimo di movimento fisiologico e naturale, anche se noi siamo abituati a considerarli fermi. Fin troppo facile l’esempio dell’intestino e di come chi, abituato a trattenere i propri stati emotivi, alla fine trattiene anche qualcos’altro (sì sto parlando della cacca) perché non riesce materialmente a rilasciare i muscoli quando va al bagno. (Fisioterapisti specializzati possono aiutare per questo problema, rilasciare la pancia e attivare i muscoli giusti al momento giusto è il modo corretto di “fare la cacca”)

3. Trattenere in dentro l’addome, impedisce alla pancia di espandersi nella respirazione diaframmatica, quella di quando siamo calmi e tranquilli. La respirazione diventa “alta”, toracica, superficiale (non potendo espandere lo spazio sotto, i polmoni si espandono a livello di costole e/o clavicole). 

Avremo allora una respirazione apicale, uno schema tipico delle sindromi ansiose.
L’ansia crea questo tipo di respirazione e questo tipo di respirazione crea l’ansia in un circolo vizioso subdolo e insidioso.
Ma non solo, un diaframma poco libero di muoversi peggiorerà il cuore e il riflusso esofageo (tanto per dirne un paio).
In sostanza, se soffri di ansia, potresti migliorare anche solo liberando il diaframma e accorciare il tuo investimento di soldi/tempo/energia con lo psicologo.

4. Tenere in dentro la pancia blocca i tuoi movimenti, camminare o fare il tuo sport preferito può diventare più faticoso.
Su questo punto mi dovrai accordare un po’ di fiducia perché è quasi impossibile accorgersene da soli (a meno che tu non faccia le lezioni di gruppo di Feldenkrais).

I muscoli della pancia sono un po’ una stazione di passaggio tra parte alta e bassa del corpo, tenerli contratti inutilmente impedisce il normale fluire delle forza dai piedi verso l’alto o viceversa.
Se ti alleni con la pancia contratta, dovrai semplicemente mettere più forza nelle tue gambe e nelle tue braccia, per superare la resistenza opposta dagli addominali al movimento del bacino e del torace. 
Se lo fai, probabilmente hai un bel fisico, sei molto tonico e molto resistente (per forza, lavori il doppio e non lo sai), forse hai dei problemi di attrito alle articolazioni periferiche, però potresti essere più efficiente e trarre più piacere dai tuoi allenamenti (o gare) se tu imparassi a muoverti con la pancia rilassata.

Per più informazioni sul concetto di gareggiare rilassati, puoi leggere il mio commento al record di Filippo Tortu.

Di tante storie che sento sempre, mi è rimasta impressa quella di una mia amica, nuotatrice magra e molto tonica, con un mal di schiena resistente ai trattamenti.
Alle mie mille domande per capire l’origine del mal di schiena misterioso, ad un certo punto mi confessa candidamente di nuotare tenendo l’addome contratto!
Sorpresissima, cerco di capire se le è stato consigliato da qualcuno e no… nessun allenatore, nessun fisiatra, nessun esperto glielo aveva detto, lo faceva di sua iniziativa.
Ho cominciato a parlare di flusso del movimento e trasmissione della forza ma per lei non aveva molto senso quello che dicevo. Non ho potuto fare altro che consigliarle un collega, che però non è riuscito  a risolvere il problema.

 

Il segreto è  nell’ossigeno

Tenere la pancia rilasciata, non spinta in fuori, ma semplicemente rilasciata ci fa stare meglio, ci fa sentire bene, fa bene alla nostra salute fisica e mentale, perché respirando meglio, abbiamo più ossigeno in corpo, l’eliminazione delle tossine  sarà più efficiente e il nostri muscoli si muoveranno con meno tensioni inutili su fasce e scheletro.

Anche chi ha problemi di pavimento pelvico deve rilassare la pancia?

Chi soffre di questo problema (moltissime donne dopo i 35 anni) normalmente si vede assegnata una serie di esercizi di rinforzo e di esercizi ipopressivi, cioè detto in modo un po’ sbrigativo, si allenano a risucchiare la pancia.
Ne ho discusso un po’ con una collega specializzata nel pavimento pelvico.
Parlando in generale (perchè ricordiamoci che ogni situazione è diversa) ci siamo trovate d’accordo sul fatto che l’idea del rinforzo del pavimento pelvico non è andare in giro con la pancia risucchiata in dentro tutto il giorno ma fare gli esercizi di rinforzo dei vari muscoli per creare un aumento di tono e di trofismo in grado di evitare perdite involontarie di pipì nelle attività della vita quotidiana e che metta in grado di “risucchiare” la pancia se si sente arrivare un colpo di tosse.

Quindi va bene fare esercizi di rinforzo, ma non fraintendete le istruzioni, tenendo l’addome sempre risucchiato in dentro.

 

Devo tenere la pancia morbida anche quando sollevo mio figlio/nipote? Parcheggio il motorino? Sposto il vaso di limoni?

Anche questa ottima domanda. Che poi si riaggancia alla questione del pavimento pelvico.
La risposta è complessa.
Secondo alcune pratiche orientali, quando si ha il controllo dell’addome si ha il pieno controllo dell’energia.
Questo raffinatissimo controllo neuromuscolare sarebbe possibile dopo anni e anni di pratica.
Moshe Feldenkrais ha toccato questo argomento con i suoi primi allievi, ma è controverso capire se noi occidentali possiamo arrivare a comprendere questo concetto (figuriamoci metterlo in pratica).
Nel dubbio, cerchiamo di non farci male e di non eseguire pratiche esoteriche di cui non capiamo nulla e magari non le ha capite neanche il maestro che ce le ha passate.

Contrarre gli addominali e andare in apnea quando si fa uno sforzo è istintivo, in generale serve a stabilizzare la colonna e ad evitare fuoriuscite di tessuti molli, come ernie inguinali o discali.

Senza fare troppa filosofia, ecco un consiglio pratico più semplice:
è sicuramente consigliabile stabilizzare la colonna prima di uno sforzo, specialmente se si tratta di uno sforzo importante, però se possibile, invece di andare in apnea provate ad espirare.
Poi, spostata la lavatrice, una volta finito, ricorda di rilasciare la pancia e tornare alla normalità!

Insomma, bisognerebbe liberare le pance.

Ma cambiare questa cultura è difficilissimo. E’ uno degli ostacoli maggiori che incontro nel mio lavoro. Quando arrivo a toccare l’argomento pancia…. grande resistenza!
Troppe imposizioni culturali sul corpo, troppa estetica, tanta insicurezza.

La pancia è davvero uno degli ultimi tabù rimasti. Accomuna tutti, ricchi, poveri, belli e brutti. Conservatori e rivoluzionari. La pancia non piace a nessuno.

Ma come si fa a cambiare la cultura?

Cosa ci vuole per creare un movimento? Magari un hashtag?

Hai il coraggio di fare una cosa veramente, veramente rivoluzionaria?
Ti vuoi ribellare alle convenzioni imperanti?
Vuoi combattere il sistema?
Vuoi uscire dalla tua zona di comfort?
Vuoi far sentire meno soli tutte le donne e gli uomini normali lì fuori? Quelli che non fanno gli influencer, quelli che vengono male nei selfie, quelli che non hanno i soldi per il chirurgo plastico?


Fai una foto della tua pancia reale in una posa naturale e postala con gli hashtag #feldenkrais #pancialibera e poi fammelo sapere… Aspetto con ansia!

Avvertenza
Questo articolo non è favore dell’iperalimentazione, dell’accumulo di grasso addominale (purtroppo nefasto per la salute) o di uno stile di vita sciatto e sedentario, in nome del fatto che la pancia fa bene.
Questo articolo vuole promuovere l’accettazione del corpo naturale e normale, una visione di salute e di movimento naturali per l’essere umano, oltre le imposizioni culturali ai danni del corpo di uomini e donne.

 

 

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