Recentemente mi è capitato un articolo che parla di danza e sviluppo del cervello (fonte in fondo).
Anche se non la insegno, parlo spesso di danza nei miei corsi perché non è solo arte o intrattenimento: è uno dei modi più antichi con cui gli esseri umani hanno regolato il proprio sistema nervoso.
Quando danziamo, il cervello riceve stimoli complessi — ritmo, coordinazione, equilibrio, relazione — che parlano direttamente alla nostra biologia.
Eppure, molti di noi sono cresciuti senza un’educazione al movimento ritmico, come se ballare fosse un lusso o un capriccio o peggio una cosa inutile e superficiale.
Perché è importante parlarne?
Capire quanto conta il movimento per il nostro sistema nervoso, significa avere uno strumento per:
- tornare a casa nel corpo (cioè rientrare nella nostra finestra di tolleranza)
- sentirci più noi stessi (cioè essere più autentici)
e tante altre piccole cose come migliorare la resilienza, ritrovare la pace mentale o scaricare energie accumulate.
Nota: perché i benefici descritti in questo articolo siano realistici, danza, ballo, movimento vanno intesi come sganciati da qualsiasi senso di performance, estetica o risultato, ma considerati semplicemente come esperienza umana.
Il giorno in cui ho scoperto di saper ballare
Come molti in occidente, anche io sono cresciuta senza un'educazione
al movimento ritmico.
La mia educazione al movimento è stata segnata dalle stesse credenze, sia cristiane che illuministe, che per secoli hanno guardato alla danza con sospetto. Non era proibita, semplicemente non si faceva. Era meglio leggere un libro o fare sport.
Per anni, l’idea di ballare era qualcosa di estraneo, quasi imbarazzante.
Poi, con il Feldenkrais, qualcosa è cambiato.
Senza coreografie, senza sforzo e senza “tecniche” da imparare.
Una sera ho iniziato a ballare senza pensarci, e ho scoperto che il mio corpo sapeva già come fare.
Perché la danza e il movimento sono potenti alleati del sistema nervoso
Come il movimento crea nuove connessioni neuronali (anche detta neuroplasticità)
La ricerca moderna ha mostrato che il movimento umano non serve solo al corpo: ha un ruolo cruciale nello sviluppo sociale e psicologico.
Gli studi dimostrano che ogni movimento che facciamo, fin da neonati, costruisce il nostro sistema nervoso: rafforza connessioni, affina i sensi e ci insegna a percepire e rispondere al mondo.
Questo potrebbe spiegare perché ballare è così diffuso in tutte le culture.
Secondo il neuroscienziato Rodolfo Llinás (2001), ogni movimento costruisce il cervello registrando schemi di coordinazione e associandoli a emozioni.
Ne era convinto anche Moshe Feldenkrais negli anni '40 ma non aveva a disposizioni gli strumenti di oggi per provarlo. (puoi trovare i suoi libri presso Astrolabio)
Questo significa che il movimento non è solo ginnastica o divertimento: è uno strumento fondamentale della nostra vita e dello sviluppo del nostro cervello sociale.
E lo possiamo utilizzare per liberarci dallo stress, dalle tensioni accumulate e, in molti casi, dagli effetti dei traumi.
Non serve diventare ballerini: pratiche come il Feldenkrais, che lavorano sul movimento umano consapevole, possono avere lo stesso impatto profondo, permettendoci di ricalibrare il sistema nervoso e ritrovare presenza e leggerezza.
Il problema che incontro quando ne parlo
Quando pensiamo al movimento, la prima immagine che ci viene in mente è palestra, fitness o performance atletica.
Questo porta a una terribile credenza fuorviante:
Il movimento serve solo per il corpo, non per la mente.
In realtà, la scienza e l’esperienza clinica ci dicono qualcosa di completamente diverso:
È la qualità del gesto e la consapevolezza con cui muoviamo il corpo che davvero costruiscono il cervello.
Non serve fare cose complicate. La chiave è l’attenzione e la curiosità nel movimento.
Come ci siamo allontanati da una pratica somatica così importante?
Purtroppo la cultura occidentale privilegia la mente sul corpo e nel passato ha cercato in tutti i modi di imbavagliarlo e silenziarne la forza vitale.
Viste come pericolose dal moralismo religioso o come espressione di cultura popolare di cui vergognarsi, le danze tradizionali sono state soffocate sia nelle culture indigene che "a casa nostra", come qualsiasi altra manifestazione di un corpo vitale.
Nonostante questi sforzi, la danza persiste ovunque risiedano gli esseri umani
La voglia e il bisogno degli esseri umani di dare voce al corpo e di sentirlo vivo è stata più forte.
La danza rimane una pratica vitale e generativa in tutto il mondo fino al presente nei quartieri urbani, sui palcoscenici dei concerti, come parte di riti di guarigione e nelle rivoluzioni politiche.
Danzare in gruppo è una delle attività che raccomando perché secondo la lente della teoria polivagale facilita la risonanza tra diversi sistemi nervosi, facilitando così la connessione e il coinvolgimento sociali, uno degli imperativi biologici della nostra specie.
Il movimento individuale e in gruppo contribuisce allo sviluppo del nostro cervello emotivo e sociale!
Le neuroscienze spiegano che: non è solo l’atto di muoversi a contare, ma tre capacità fondamentali che il movimento allena (e anche il feldenkrais):
notare e ricreare schemi di movimento,
ricordarli e condividerli,
usarli per percepire e rispondere a ciò che accade attorno a noi.
Tuttavia non serve se non c'è la connessione mente-corpo
Se prima non siamo in grado di entrare in relazione e connessione coi noi stessi, difficilmente ci riuscirà di entrare davvero in contatto con una pratica intima come il movimento.
Difficilmente potremmo affrontare un tipo di lavoro somatico se siamo scollegati dal corpo e se intendiamo i movimenti come una performance meccanica.
In questo ci viene in aiuto una pratica come il Feldenkrais e non è un caso che le lezioni di di gruppo di feldenkrais si chiamino: Conoscersi attraverso il Movimento.
E che tanti danzatori lo scelgono come attività ma anche come professione alla fine della carriera attiva.
Scarica una lezione gratuita di Feldenkrais
Cosa succede con il movimento consapevole
Quando ci muoviamo consapevolmente, il cervello attiva reti neurali che modulano stress, ansia e iperattivazione del sistema nervoso.
Il Feldenkrais funziona su questi stessi meccanismi: ogni movimento mirato insegna al sistema nervoso a regolare le risposte, aumentando la finestra di tolleranza e riducendo reazioni automatiche di fuga o immobilizzazione.
Il Feldenkrais lavora sul movimento umano nella sua forma più naturale.
Non richiede performance, ma invita a esplorare i gesti quotidiani con consapevolezza, rafforzando la capacità del sistema nervoso di regolare stress e traumi.
Ogni piccolo gesto diventa un’occasione per insegnare al cervello come rispondere meglio alle tensioni.
Se è un po' che mi segui, avrai notato come il mio lavoro si concentra sempre sulle basi e sulle fondamenta del nostro essere umano.
Una volta che le basi sono solide, allora diventerà facile costruire sopra qualcosa come la danza.
Conclusione
Il movimento plasma davvero il cervello e può aiutarci a ritrovare regolazione e pace mentale nel presente che stress e traumi possono averci tolto nel passato.
Non dico che il lavoro per uscire da esperienze angosciose sia tutto qui, ma è un ottimo modo di iniziare e un ottimo modo di sostenere un lavoro somatico.
Non serve diventare esperti o ballerini: pratiche come il Feldenkrais ci mostrano che anche gesti semplici, ripetuti con consapevolezza, insegnano al sistema nervoso a regolarsi, migliorando presenza, calma e resilienza.
Fonti e citazioni
Trovi qui l'articolo che ha ispirato queste riflessioni
https://aeon.co/ideas/the-dancing-species-how-moving-together-in-time-helps-make-us-human
- LaMothe, 2020, Neuroscience of Dance
- Siegel, 2012, The Developing Mind (sulla regolazione del sistema nervoso e il trauma)
LaMothe, Kimerer (2023). Why Humans Dance: Evolution, Cognition, and the Social Brain. Oxford University Press.
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