Perché alcune persone si sentono instabili dopo una lezione di Feldenkrais? | Caterina Marzoli | insegnante Feldenkrais

Perché alcune persone si sentono instabili dopo una lezione di Feldenkrais?

Capita a volte che oltre alle sensazioni più comuni alla fine di una lezione di Feldenkrais, come il radicamento, la verticalità, la leggerezza, una piccola percentuale di  persone sperimentino sensazioni di instabilità o di eccessiva stanchezza (rispetto ai movimenti fatti).  

E’ un problema? E perché? 

Innanzitutto, no, non è un problema. 
Sono sensazioni transitorie, che possono durare da pochi minuti a qualche ora. In genere il giorno dopo sono passate. 
A volte passano anche camminando per una decina di minuti. 

Ma perché succede?

Come al solito non è possibile dare spiegazioni certe e valide per tutti, però si possono offrire delle ipotesi.

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Prima ipotesi: i recettori sensoriali

Tutta l’idea che abbiamo di noi e del mondo esterno dipende dalle informazioni che ci vengono dai nostri recettori.

E i recettori non sono solo le cellule che captano suoni, colori, forme o temperature, ma ci sono tantissimi recettori che sono sistemati proprio dentro i muscoli e le articolazioni.

Così si potrebbe dire che i nostri muscoli e le nostre articolazioni sono anche organi di senso.

Cosa sentono? Sentono la nostra posizione nello spazio e mandano di continuo informazioni al nostro cervello.

Il nostro cervello, le mette insieme alle informazioni che vengono dagli occhi e dall’orecchio interno, dove ci sono i recettori per l’equilibrio e si fa un’idea di dove ci troviamo nello spazio.


Oliver Sacks nel racconto: "la disincarnata" ha descritto com'è la vita quando ci manca questo "senso dello spazio".

Lo potete trovare nel libro: L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello.

La propriocezione, la capacità di sentirci nello spazio​

Conoscere la propria posizione nello spazio è importante per la nostra sopravvivenza ed è un grande, grandissimo lavoro di sintesi delle informazioni che il nostro cervello fa continuamente e noi non ce ne accorgiamo neppure. 

Facile comprendere che il cervello consumi il 20% di tutta l’energia che prendiamo con il cibo, no?

Alla fine di una lezione di Feldenkrais i nostri muscoli cambiano.
Abbiamo una sensazione soggettiva di cambiamento che di solito esprimiamo con parole che richiamano leggerezza, fluidità, maggiore appoggio.

I messaggi che i recettori mandano al cervello sono cambiati e la nostra corteccia cognitiva li elabora con concetti astratti e complessi.

Se, alla fine delle lezione, i cambiamenti sono stati troppo grandi o troppo veloci, può darsi che il cervello tardi un po’ a ricalibrare il tutto, a fare una sintesi delle nuove informazioni e a creare un nuovo equilibrio.

Da qui, probabilmente, la sensazione di sentirsi piacevolmente instabili, ma anche stanchi, perché la corteccia sta lavorando.
(per alcune persone però può essere spiacevole, specialmente se sono cadute in passato o temono di cadere.)

E’ particolarmente importante la posizione della testa, così se una lezione cambia il tono dei muscoli del collo, rilassandoli, i recettori che ci informano sulla posizione della testa nello spazio possono trovarsi un po’ spiazzati e mandare al cervello informazioni che il cervello non sa bene come interpretare.

Da qui, probabilmente la sensazione di instabilità.

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Seconda ipotesi:  aumentato tono del nervo vago

Il nervo vago fa parte del sistema nervoso autonomo, cioè sovrintende tutte quelle attività viscerali come la digestione che avvengono senza che noi ci dobbiamo pensare. 

Quando “comanda” il nervo vago, ci sentiamo tranquilli, in pace con noi stessi e con gli altri, il respiro è pieno e regolare, il battito anche, stomaco e intestino fanno tranquilli il loro lavoro, ci sentiamo predisposti alla socializzazione. 

Il nervo vago rallenta tutto dando un freno al sistema simpatico, quello più “adrenalinico” dei due.

Ma se il nervo vago rallenta un po’ troppo, allora possiamo avere la sensazione di stare in una specie di letargo, dove i nostri sensi sono ovattati, la nostra testa piacevolmente pesante, dove muoverci ci costa fatica, il  pensare è rallentato e vorremmo dormire.

A volte può capitare che alcune persone entrano in questo stato di relax un po’ troppo velocemente e poi, quando la lezione è finita, ci mettono un po’ ad uscirne.

Ancora una volta, per alcuni può essere un stato piacevole, simile alla trance, per altri, abituati ad essere molto attivi, può risultare fastidioso.

Un cartina tornasole di aumentato tono del vago è il bisogno di far la pipì dopo la lezione.

Aumentare il tono del vago, in una società iperveloce, ansiosa e stressata come la nostra è, in genere, una cosa positiva, non dovrebbe destare  preoccupazione.

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Terza ipotesi: contratture muscolari croniche

A volte, a fine lezione, alcune persone hanno la sensazione di aver fatto esercizio intenso, insomma sentono una sensazione di indolenzimento generalizzata in tutto il corpo oppure localizzata in alcune parti, per esempio le gambe.

Questo si riaggancia al discorso dei recettori. 

Quando i nostri muscoli sono perennemente contratti, i recettori, che sono messi in mezzo alle fibre muscolari, fanno il loro lavoro come possono. 

Più siamo contratti, meno sentiamo.

Questa frase, che intuitivamente è confermata dalla nostra esperienza soggettiva, trova una sua spiegazione  nella legge psico-fisica di Weber-Fechner (che potete trovare su wikipedia, ma vi preannuncio che è un po' ostica).

Quando finalmente, i muscoli lasciano andare un po’ del loro tono, è come se diminuisse il rumore di fondo, allora possiamo cominciare a sentire, e sentiamo come realmente stanno.

In sostanza, non sono i piccoli e facili movimenti della lezione a farvi sentire i vostri muscoli stanchi e indolenziti come quelli un maratoneta a fine gara, lo erano anche prima, ma  forse non potevate accorgervene. 

In conclusione

Piccoli spostamenti del proprio equilibrio e del solito modo di sentire possono essere normali quando si affrontano lezioni così profonde come quelle di Moshe Feldenkrais. 

Le persone, d'altronde, spesso vengono proprio per cambiare qualche schema di movimento che causa dolore.
Quando si affronta un percorso che porta a dei cambiamenti, si imbocca una strada che non si sa bene esattamente dove porterà, d'altronde, se si sapesse, che cambiamento sarebbe?

Il fatto di considerare il movimento come qualcosa di simile alla ginnastica ci fa sottostimare le potenzialità di queste lezioni, che, invece, possono essere una vera e propria porta di accesso a noi stessi nel senso più ampio del termine.

Cosa fare e non fare a fine lezione

Proprio perché alcune lezioni hanno il potenziale di creare grandi cambiamenti nel nostro modo di muoverci e di essere, ci sono alcune cose che si possono consigliare per il dopo lezione.

  • Godersela (è una lezione, cioè un occasione di apprendimento, cercate di farla rimanere con voi per un po')
  • Una camminata, una nuotata, una ballata, ma senza strafare.
  • Non programmate lavori pesanti come traslochi, potature o pericolosi come salire sulla scala per cambiare le tende
  • Se le lezioni hanno su di voi un effetto soporifero, non guidate subito dopo la macchina o il motorino.
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