In questo articolo propongo 5 sensati buoni propositi per l'anno nuovo che vale davvero la pena di porsi come obiettivi personali perché il passato molli la presa su di noi e per cominciare a ripensare il futuro. 

Il rito stanco dei propositi di inizio anno può essere davvero difficile e frustrante per chi sta combattendo gli esisti di un trauma, di un esaurimento o del burn-out.

Il ciclo insensato dei buoni propositi

D'accordo che la conclusione di un anno porta naturalmente a fare dei bilanci e quindi anche a rivedere gli obiettivi per il futuro, ma il rito stanco dei buoni propositi di inizio anno assume spesso un aspetto di procrastinazione ciclica.

Prevede una fase iniziale a gennaio di aspettative irrealistiche e voglia di impegnarsi in obiettivi al di là delle nostre possibilità e una finale verso novembre-dicembre in cui ci guardiamo indietro, ci rendiamo conto di essere lontani da dove volevamo essere e ci riproviamo per l'anno che viene.

Perché procrastiniamo

Procrastinare, fare fatica ad agire, ritardare l'inizio di un qualcosa, in una parola fare resistenza anche a cose relativamente semplici come un programma di esercizi è un tratto associato ad esperienze traumatiche, esaurimento e stress cronico.


Ai traumi collettivi come la pandemia, la guerra, la precarietà finanziaria e l'incertezza del futuro della crisi economica, i disastri ambientali, per alcuni si aggiungono gli eventi personali, lo stress cronico e il burn-out


Chi si trova nel ruolo di caregiver di un familiare, nel burnout di un lavoro intenso, nella disperazione di aver una diagnosi importante, chi sa di aver avuto esperienze avverse nell'infanzia, ma anche chi ha avuto un'esperienza traumatica nell'ultimo anno, come un divorzio o un lutto

si trova nella situazione di un trauma stratificato e accumulato.

Può essere davvero difficile trovare l'energia per fare attività fisica, smettere di fumare, ridurre l'alcool o limitare il cibo.

In questo caso, è meglio rivedere gli obiettivi e cominciare invece con dei "buoni propositi" su misura.


5 buoni propositi per chi si sente sopraffatto dal trauma e dallo stress

1

Essere gentili con se stessi

Può sembrare facile ma non è così.
Essere gentili con sé stessi richiede tempo e allenamento.


Se leggendo questa espressione "essere gentili con se stessi"  hai avuto un moto di fastidio o di noia, può darsi che:


- nella tua famiglia, scuola o gruppo sociale, la gentilezza fosse poco praticata o ritenuta inutile,
- che tu sia dovuto diventare grande in fretta (mettendo da parte i tuoi desideri e le tue esigenze perché non c'era spazio/tempo per soddisfarle oppure non c'era nessuno ad ascoltarle),

- che tu abbia guadagnato apprezzamento e rispetto solo dopo aver dimostrato di essere capace di grandi sacrifici e abnegazione (a scuola, sul lavoro, in famiglia).

Ci sono molti modi in cui impariamo a silenziare la voce di intere parti di noi e a non concederci quello che ci serve.
Oppure ce lo concediamo solo dopo aver dimostrato a noi stessi di aver dato tutto e anche di più.
Spesso la società premia questo comportamento (perché in effetti viene comodo... agli altri).

Praticare
gentilezza, compassione e giusto amore verso se stessi è difficile anche per chi è impegnato in percorsi spirituali, perché di solito questi invitano a praticare la compassione verso gli altri, continuando così ad alimentare (involontariamente) l'idea di mettere se stessi in un secondo piano.


Per essere gentili con se stessi, è necessario allenarsi a fare spazio e tempo per un vero ascolto di noi. 


Ascolta com'è il tuo dialogo interiore.
Ti sgridi, critichi o insulti spesso?

Un buon proposito può essere cambiare le parole con cui ti parli.

2

Abbandonare obiettivi impossibili

Non prometterti:
- di non arrabbiarti più,
- di non "scattare" verso i tuoi cari,

- di non abbandonarti alla tristezza,

- di non avere paura,

- di resistere davanti al barattolo della crema di nocciole.


Tutte queste cose, anche se obiettivi desiderabili nel lungo periodo, possono essere traguardi difficili per chi è ancora intrappolato nelle energie di sopravvivenza del trauma e dello stress.


Invece di estinguere le tue reazioni di sopravvivenza (è una battaglia persa perché i centri del cervello che le gestiscono sono antichi e molto forti) prova, per quest'anno a regolarne l'intensità.


Puoi scattare un po' meno? 
Puoi fermarti a metà della tavoletta di cioccolata? 

Un buon proposito è osservare cosa scatena queste reazioni (i tuoi trigger) e poi provare a regolare le tue reazioni, non a sopprimerle.


3

Migliorare i confini

È  la cosa più importante.
Se hai spazio per un solo buon proposito, scegli questo!

Nella mia esperienza professionale le persone stressate e le persone con alle spalle esperienze traumatiche non hanno dei
sani confini.


Si spendono senza risparmio, danno tanto, amano troppo.

Oppure, per proteggersi, si irrigidiscono in un NO permanente.

È  bene sapere che: 
-  i sani confini esistono e possiamo acquisirli,
-  servono a una nostra sana autodifesa,
-  averli è un diritto inalienabile di ogni essere umano.

Sui confini si potrebbero scrivere decine di libri e articoli, ma per il momento per semplificare la questione, possiamo identificare il tema dei confini con
la capacità di dire di no quando serve, di fare un passo indietro, di sottrarsi quando le cose sono troppo intense per noi. 


Non si tratta di ritirarsi dalla vita e dalle sfide, ma di saperle scegliere e saper fare un passo indietro per tutelare la propria salute fisica e mentale.


Per quest'anno, un buon proposito potrebbe essere quello di:


- osservare quando, come e da chi ci sentiamo invasi,

- pensare a cosa ci farebbe sentire meglio (allontanarsi da un posto? non rispondere a una chiamata? togliere un "amico" da facebook?)
- fare una lista di cose che puoi togliere, per esempio le notifiche dai tuoi dispositivi.

4

Recuperare almeno 1 bisogno essenziale

Quali sono i bisogni essenziali che sistematicamente ti neghi?


Una risposta potrebbe essere: dormire abbastanza.


Potrei citare molti altri esempi, molte persone si privano di cibi gustosi o di piccoli e grandi piaceri, ma scelgo il sonno perché contrariamente a quanto appare nella stampa salutista, non è il cibo, né l'esercizio fisico la cosa più importante per la nostra salute, ma il sonno!


Nella società ad alte prestazioni in cui siamo immersi è facile complicarsi l'agenda, per esempio mandando i figli a una scuola lontana che costringe tutti a svegliarsi molto presto e fare troppe serate fuori che ci mandano a letto tardi o guardare troppe serie tv a tarda notte.


Tendiamo a riempirci ogni spazio libero della giornata per seguire obiettivi poco realistici e cerchiamo di tenere tutto insieme, sacrificando i momenti di riposo e di dolce far niente.


È  difficile concedersi attività - come dormire la mattina - che la nostra vocina interiore può bollare come egoiste, pigre, addirittura indecenti.


Per chi ha sperimentato vergogna e senso di colpa, prendersi cura di sé può sembrare qualcosa di egocentrico, vergognoso, immorale, sfacciato, indolente o non sufficientemente meritato.


Un buon proposito potrebbe essere di sentirsi più a proprio agio nel mettersi al centro e prendersi cura di sé (questo è importante soprattutto se per chi è un caregiver).


5

Ricordati che ogni tanto si torna indietro

Uscire da stress, trauma o burn-out, trovare pace a livello dei sintomi del corpo e ritrovare la vitalità non è un processo lineare.
Non si può semplicemente mettere le memorie traumatiche in un cassetto e sperare che non tornino mai.


Ogni tanto riaffiora qualcosa, possono essere frammenti di immagini, stati d'animo, sogni, reazioni impulsive. 

Di solito capita durante le feste comandate, nelle grandi occasioni sociali come matrimoni, funerali o semplicemente in situazioni più difficili e intense del solito.

Il nostro sistema va in una "reazione di sopravvivenza" e ci sembra che il lavoro fatto, i progressi che sembravano consolidati siano vanificati.

Non è così. 
Bisogna semplicemente essere preparati e consapevoli che le battute d'arresto sono normali, 

Si possono fare dieci passi avanti e uno indietro e questo non cambia i nove passi che comunque abbiamo fatto avanti.


Si può portare questa consapevolezza nel nuovo anno, con un nuovo significato e senso di scopo, compassione per noi stessi (si torna al punto uno) e nuovi piani per la nostra esistenza.


L'obiettivo non è essere perfetti e senza macchia e comunque non siamo obbligati a tener fede ai nostri obiettivi.

Li possiamo cambiare quando vogliamo e adattarli al momento presente.


Il fine ultimo è di stare meglio con noi stessi e con l'ambiente che ci circonda.


Hai i sintomi dello stress cronico?

Lo stress è diffuso a livello planetario, tutti soffriamo più o meno di stress ma c'è un livello di guardia.
Prova questo test.

Vuoi approfondire il tema dei confini?

Ricordi l'episodio di Papa Bergoglio che dà uno schiaffetto a una signora?
Era un gesto istintivo senza cattiveria, probabilmente motivato dalla necessità di preservarsi.
Mi sono divertita ad analizzarlo dal punto di vista neurofisiologico.
Lo trovi qui sotto insieme ad altri articoli sul sistema nervoso.