Il papa, i nostri confini, il senso di sicurezza | Caterina Marzoli | Fisioterapista | Insegnante Feldenkrais

Il papa, i nostri confini, il senso di sicurezza

Il comportamento del Papa in una prospettiva puramente neurofisiologica.

Cos’ha combinato Bergoglio? ​
Aver colpito la mano di una signora un po’ invadente fa di lui una cattiva persona?   O un cattivo cristiano?  

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PREMESSA n.1 

Da un punto di vista fisico e fisiologico, papa o non papa, Bergoglio è come tutti noi un mammifero superiore e ha un cervello diviso in tre parti (è una semplificazione): 

1 .una più antica in comune con i rettili, 

2.una media in comune con i mammiferi, 

3. una modernissima, che abbiamo solo noi così sviluppata e che ci rende umani, la corteccia cerebrale. 


La parte più antica è quella che si preoccupa della nostra sopravvivenza, ha ben chiara la differenza tra sicuro e non sicuro e anche quella dei confini del nostro corpo e del nostro spazio intimo, cioè quella distanza/vicinanza in cui permettiamo la sosta o l’ingresso solo a chi diciamo noi.  


Quello spazio che viene violato in una metropolitana affollata, in un concerto rock o in fila alle poste (di solito in questo caso c'è più o meno il nostro consenso).


Quando questo spazio viene violato o quando veniamo addirittura toccati senza il nostro consenso, il nostro cervello rettile si mette sull’attenti, comincia a dare segnali di allerta e ha di fronte due scelte: ATTACCO o FUGA.


Oppure la terza: stare fermi e subire, quello che facciamo in metropolitana perché dobbiamo pur andare al lavoro/tornare a casa il prima possibile. 


La cosa importante da capire è che quando il cervello rettile decide ATTACCO, FUGA o IMMOBILIZZAZIONE, in una frazione di secondo, la nostra corteccia, cioè la nostra razionalità non è chiamata a partecipare, cioè non può fare assolutamente nulla, la nostra volontà è messa fuori gioco dal più saggio cervello rettile e viene informata dopo. 

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PREMESSA n.2

Bergoglio è una persona anziana e fisicamente non prestante, zoppica e non ha un polmone, il suo equilibrio è instabile, ciò lo rende fisicamente fragile, il suo cervello rettile lo sa. 


Le cadute sono un rischio reale, nonostante lui sia una persona molto energica.


E' una persona famosa, un leader politico di importanza planetaria, a Roma c'è rischio attentati due (cioè alto) e un suo predecessore è stato colpito proprio in quella piazza.

Il suo cervello rettile sa anche questo! 

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I FATTI

Bergoglio stringe mani mentre si avvicina alla signora, ma fa per allontanarsi e cambiare direzione, lei lo agguanta e lo strattona a sé.
Lui cede e si lascia strattonare, ma è visibilmente irritato dall’irruenza improvvisa,  forse si rende conto che poteva cadere oppure si rende conto dell’aggressività di lei. 


FORSE prova a lasciare il contatto (sceglie la FUGA), ma lei non molla,  allora non ha altra scelta, colpisce la mano per liberarsi (sceglie la LOTTA), riconquista la sua libertà e se ne va.


In una manciata di secondi, paura e rabbia si sono mischiati, facendo entrare in circolo ormoni e neurotrasmettitori come l’adrenalina, il cuore ha accelerato per far arrivare più sangue ai suoi muscoli e renderli pronti  all'azione, la sua visione e il suo udito sono diventati più acuti.
Il livello di energia si è alzato e il suo corpo a questo punto deve agire in qualche modo per far scendere  e scaricare questa energia accumulata.


Il suo cervello animale ha deciso di agire per la sua sopravvivenza e lui si pentirà di questa scelta solo a fatti avvenuti e si scuserà in un secondo momento.


Ricordi? Avevo detto che la logica e la razionalità sono tagliate fuori dalle scelte del cervello rettile.

Nei commenti e nelle letture che sono seguite (alcuni francamente allucinanti), in molti l'hanno "cristianamente" attaccato, pontificando su quello che avrebbe dovuto fare e facendo ipotesi sulla sua reale natura di persona  cattiva.
Nessuno sembra rendersi conto che c’è stata, in fondo, un’aggressione fisica (lo strattonamento), una violazione dello spazio intimo e un rischio reale della sua incolumità fisica.

Fermati un attimo a pensare come ti sentiresti se succedesse a te, così all’improvviso, in un luogo pubblico.
Cosa faresti? Con che espressione sul tuo visto ti allontaneresti dal luogo (e dalla persona)? Per quante ore (o giorni) rimugineresti questo episodio? 

Conclusioni

Bergoglio non ci ricorda che siamo umani, ci ricorda invece, molto più importante, che siamo animali e che ci irritiamo quando i nostri confini non sono rispettati.


Il comandamento del nostro cervello rettile è di ripristinare la SICUREZZA il prima possibile e con qualsiasi mezzo necessario.
Altro che porgere l’altra guancia.


Impariamo a svegliare la tigre che è in noi

tigre


Impariamo a pretendere il rispetto del nostro corpo e dei nostri confini, perché dalla nostra sensazione di sicurezza dipende molto della nostra salute mentale.


Riconosciamoci il diritto alla repulsione, alla distanza, al nostro spazio vitale. 


Onoriamo la nostra collera quando ci vuole proteggere.

Insegniamo alle bambine e ai bambini cosa significa il consenso riguardo il proprio corpo e soprattutto non costringiamoli a baciare ed abbracciare i parenti o altri adulti quando proprio non ne hanno voglia (hanno sicuramente le loro buone ragioni per non farlo, un profumo troppo pesante, una barba ispida o un contatto sgradevole, per esempio).


Riconosciamo questo diritto ai nostri cani e ai nostri gatti, ma non a noi stessi e ai nostri figli. Perché?


Nota importante:

Questo articolo non vuole giustificare la violenza e la prevaricazione verso il prossimo e non vuole nemmeno avvalorare l'istigazione all'odio tanto comune nella politica odierna.
Una sana aggressività è tale solo se giustificata dalla necessità di difendere la propria integrità fisica e la propria salute mentale.


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Il tema della sicurezza e dei confini del corpo è legato a doppio filo a quello dello stress cronico e del mantenimento della nostra salute mentale. 
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