Governare il caos, invece di “gestire” lo stress - Caterina Marzoli | Fisioterapista

Governare il caos, invece di “gestire” lo stress

Nel mio lavoro e nella mia trentennale ricerca personale di equilibrio e benessere sono incappata in moltissime ricette miracolose e promesse di star bene basate su presupposti scientifici inesistenti, verità poco plausibili. dogmi incrollabili.

Una marea di discipline vantano benefici che, se analizzati al microscopio, sono dichiarazioni generiche e aspecifiche.

Nel migliore dei casi, portano qualche beneficio generico, nei peggiori, sono delle vere e proprie truffe.

Quando si parla di stress, la vera epidemia di questa epoca, sono mille le proposte che giurano di essere efficaci.

Ora che ho più esperienza, più mestiere e ho anche più nozioni scientifiche, so che il modo migliore di guardare all'essere umano è quello di considerarlo un sistema vivente complesso e non il risultato di un'equazione matematica o di una ricetta di cucina.

Per esempio ricette come:
1) dieta quasi vegetariana,
2) movimento,
3) meditazione,
possono avere qualche beneficio, ma non sono altro che indicazioni generiche che vanno bene un po' per tutti, ma non sono in grado di andare nella specificità di ognuno.

Non siamo tutti uguali, ognuno di noi ha la sua specificità

Insomma, se vi siete votati alla dieta supersana o alla mindfulness o alla corsetta dell'alba seguita dalla doccia fredda e state meglio ma non ottenete i risultati segretamente sperati, non è detto che sia colpa vostra.

Ognuno ha la sua natura e la sua storia personale.

Questo dovrebbe far intuire che, anche le tecniche per la "gestione dello stress"  non possono limitarsi ad un'unica ricetta (respirare lentamente e rilassarsi) ma dovrebbero essere variati e adattarsi alle esigenze della persona,

Come viene normalmente intesa la gestione dello stress

Sulla gestione dello stress in particolare, non si riesce ad andare oltre il concetto di meditazione, esercizi di respirazione, visualizzazioni guidate (che poi più o meno sono la stessa cosa).

Sono arrivati negli anni, tantissimi articoli scientifici a supporto di queste tecniche.
Solo recentemente alcuni hanno cominciato anche ad indagare eventuali controindicazioni ed effetti collaterali.

Ma gli articoli scientifici non dicono cosa fare se:

- appena si comincia a respirare profondamente, il battito cardiaco accelera invece di rallentare,

- il corpo diventa irrequieto e rigido invece di calmarsi,

- la pancia si torce e la gola si chiude,

- la mente galoppa come un cavallo imbizzarrito.

Nove volte su dieci questi sono interpretati come ottimi segnali, è l'energia che si sta spostando ti diranno, le tue resistenze vengono alla luce, ti diranno, continua così! 

Insisti e prima o poi funzionerà, ti diranno.
Forse... 


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Smuovere l'energia non fa sempre bene

La verità è che la cosiddetta energia che si muove, può creare dei danni se si muove tutta insieme e molto in fretta.
E se la persona che in quel momento ti sta guidando in qualche pratica non conosce i fondamenti del sistema nervoso autonomo, può darsi che non riesca a far fronte all'imprevisto, cioè che la tecnica non sta funzionando come ci si aspettava.
Insomma, a volte, certe pratiche possono creare il caos dentro invece di rallentarlo.

La frase "gestire lo stress" lascia in fondo intendere una sorta di "sforzo", una specie di tentativo di controllare il caos che sentiamo dentro, rincorrere la nostra vita e stare al passo degli altissimi standard di prestazione che la società ci richiede.

Hai mai provato a fare degli esercizi di respirazione profonda e, invece di calmarti, ti sei innervosita o innervosito?

È una reazione piuttosto comune.
Se ti mai sentita o sentito così, non c’è niente di sbagliato in te. 

Semplicemente sistemi nervosi diversi rispondono a tecniche diverse.

Non è lo stress che ci uccide, ma la nostra reazione ad esso

Hans selye

Studioso dello stress

Cos'è lo stress?

Lo stress (e anche il trauma) è come noi reagiamo agli eventi esterni che minacciano il nostro equilibrio.

Il nostro sistema nervoso è fatto per sopravvivere e resistere agli eventi peggiori che possiamo immaginare, ma non se sono continuati a lungo nel tempo.

Il nostro sistema è fatto anche per recuperare, guarire e
rifiorire.

E' già tutto programmato nel nostro DNA. 

Il nostro sistema nervoso autonomo, che si occupa della nostra sopravvivenza, prevede alcuni meccanismi per aiutarci ad affrontare i pericoli e le avversità e altri per recuperare, guarire, provare il piacere della connessione con altri esseri umani e trovare nutrimento per l'anima.

La natura ha previsto l'alternanza tra sistema simpatico e parasimpatico

Cos'è?
Sono due parti del nostro sistema nervoso autonomo, la parte più interessante e misteriosa di noi, quella che ci fa funzionare in automatico.

Quando siamo pronti ad affrontare la vita e le sue avversità, siamo in uno stato di attivazione del sistema nervoso simpatico, cioè siamo pieni di adrenalina, siamo veloci, reattivi, combattivi e risolviamo i problemi.

Quando siamo nello stato di attivazione del
parasimpatico (il nervo vago), proviamo calma e tranquillità,  tutti i meccanismi del recupero funzionano bene, come il sonno e la digestione, siamo disponibili ai rapporti sociali, inclini alla creatività, alla gioia e si apre la possibilità di provare sentimenti alti come amore e gratitudine.

In realtà la natura ha previsto anche una terza possibilità: quella della chiusura o collasso.
Quando il nervo vago prende il sopravvento (si chiama dominanza dorsale), tutta la nostra persona rallenta, ma rallenta... troppo!

Facciamo fatica ad uscire, alzarci dal letto, portare avanti le nostre attività quotidiane, non ci va di vedere nessuno, siamo come in letargo.

I due sistemi (simpatico/adrenalina e parasimpatico/nervo vago) sono  previsti dalla natura, cioè li dobbiamo avere entrambi e idealmente si alternano.

La gestione dello stress come ci è stata proposta finora

Quello che viene proposto nell'idea corrente di gestione dello stress è di fermarsi e rallentare. 
Di per sé il concetto non è per nulla sbagliato.

Ma non funziona così per tutti e negli entusiasmi iniziali verso queste tecniche e metodiche che vengono da culture antiche, sono stati trascurati i possibili effetti collaterali e controindicazioni. 

E' un errore pensare che sono solo medicine e vaccini ad avere controindicazioni.
Perfino il tanto declamato esercizio fisico può avere controindicazioni se fatto in dosi massicce o fatto male.

Perché non le tecniche anti-stress?

Il fatto che queste tecniche di "rilassamento" e "gestione" spesso siano offerte da persone che non hanno una preparazione sulla fisiologia dello stress, del sistema nervoso e del cervello, complica le cose nel momento in cui si presenta l'effetto indesiderato  (iperattivazione e dissociazione i più comuni) e la persona cerca risposte sul "perché non ha funzionato?", "cosa c'è che non va in me?",  "perché mi sento così male?".

E' qui che poter dare la risposta giusta fa tutta la differenza.


Oltre la tecnica, è chi la applica, che la fa funzionare. 


Per questo motivo, sta diventando sempre più comune per i professionisti della relazione d'aiuto d'oltreoceano e d'oltremanica, insegnanti di yoga, mindfulness, meditazione, etc. (le modalità sono tantissime e ne nascono sempre di nuove) acquisire competenze sulla fisiologia dello stress e del trauma.

Governare il caos, assecondare la propria natura e la propria storia personale

I nostri pensieri e le nostri emozioni si possono regolare in tanti modi diversi, alcuni vanno bene per alcune persone, altri vanno bene per altri.

Alcune persone hanno bisogno di muoversi, altre amano stare ferme, altre ancora hanno necessità di socializzare, vedere persone care, interagire con loro, chi cucina, chi suona, chi canta. 

Ognuno nel tempo, nel diventare adulto, ha sviluppato strategie per alleggerirsi dello stress.

Tuttavia se lo stress è stato prolungato nel tempo, se ci sono stati traumi o avversità nel passato, allora può essere necessario un intervento più mirato,  per riportare un po' di naturale regolazione nel sistema nervoso.

Per regolare i nostri picchi di energia, Peter Levine, ricercatore e ideatore di Somatic Experiencing, propone una serie di pratiche diversissime le une dalle altre, ci possono essere esercizi che usano il movimento, altri che usano le vibrazioni, l'attenzione focalizzata, il contenimento, l'orientamento, il lavoro sugli impulsi e quello sulle sensazioni.

Non ci sono regole, se non quelle dettate dalla nostra fisiologia, ma si può imparare a conoscersi, capire le proprie necessità e cercare le proprie risorse personali per costruirsi  il proprio mix di "cose che funzionano".

Fonti

Governare il caos - il Corso

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