La stanchezza è un fenomeno comune nella vita moderna, non ci facciamo nemmeno caso.

Per chi si sveglia già stanco, passa le sere sul divano o sente una stanchezza profonda che non ha una causa evidente, il problema è un po' più complesso.

In assenza di una diagnosi che possa dare una spiegazione certa, dobbiamo prendere in considerazione l'ipotesi che si possa trattare di bracing.

Una risposta automatica di protezione del corpo che può, a lungo andare, drenare completamente le nostre energie.

Cos'è il bracing e come influenza il nostro corpo

Il termine bracing deriva dall'inglese e significa "tenere" o "contrarre", immagina qualcosa come  mettersi un corsetto o indossare un'armatura.
Entrambe sono azioni che ci danno "sostegno" sia fisico che emotivo anche se a lungo andare sono controproducenti.

Entriamo in tensione quando il corpo cerca di proteggersi da un dolore, da un trauma fisico o emotivo, da una procedura medica invasiva, da una sfida oltre le nostre possibilità 

Questo schema, si può sviluppare anche nei primi anni di vita per difendersi dalle difficoltà, ma una volta che diventa un'abitudine, soprattutto se l'abitudine ha funzionato, può restare attivo da adulti anche quando non è o non sarebbe più utile. 

Il corpo, infatti, tende a mantenere queste risposte protettive, anche se con il tempo, invece di aiutarci, ci limitano.

In sostanza il bracing è un meccanismo di protezione che serve a NON sentire sensazioni troppo forti e a tenerci su.

Tutti noi ci teniamo su in qualche modo, è anche normale, ma quando questo diventa uno schema cronico e limitante è un problema. 

Il bracing è una specie di armatura di protezione che il nostro sistema corpo-cervello-mente crea con i muscoli per proteggerci, per tenerci su e per permetterci di affrontare le sfide difficili. Di per sé non sarebbe nemmeno dannoso, se fossimo capaci di lasciarlo andare quando non serve più. 

Il bracing e la tensione muscolare

Noi umani non abbiamo un'armatura come certi insetti,
quando abbiamo necessità di sostenerci, lo facciamo usando quello che abbiamo a disposizione: i nostri muscoli. Attivando la loro contrazione.

Frasi comuni come "stringi i denti e vai", oppure il più militaresco "pancia in dentro petto in fuori", "a muso duro", "a pugni chiusi" sono solo esempi di quanto sia comune e naturale contrarsi e "tenere duro" come strategia di sopravvivenza.

Di per sé, se passata la necessità fossimo capaci di lasciar andare questa tensione e ritrovare un corpo morbido e una mente serena,
il bracing non sarebbe un problema. 

A volte invisibili anche a chi ce li ha, gli schemi di bracing possono essere praticamente in qualsiasi muscolo del corpo. 

La tensione muscolare accumulata durante il bracing rende il corpo rigido e meno elastico, la contrazione continua costa letteralmente energia aumentando la sensazione di stanchezza e creando problemi posturali o muscolo-scheletrici.

Il bracing e il nostro respiro

Uno degli effetti principali del bracing è la sua influenza sul respiro.
Quando ci proteggiamo, gli schemi di tensione influenzano il respiro, impedendo una respirazione naturale, spontanea e piena.

Questo porta, nel tempo a:

1.  una riduzione dell'ossigeno nel corpo

2. a una sensazione di fatica cronica

3. accumulo di tossine nel corpo (il respiro è uno dei maggiori strumenti detox, insieme al fegato e ai reni)


Segnali di bracing: come riconoscerlo

Il bracing non è sempre visibile a livello esterno, ma lascia tracce nel corpo e nella mente.
 
I segnali si possono dividere in tre gruppi: fisici, emotivi e comportamentali.
Qui di seguito ne elenco solo i più comuni.

Segnali fisici del bracing

Alcuni segni fisici che potrebbero indicare uno schema di bracing includono:

  • Tensione cronica che si può manifestare 
    - nelle spalle tirate verso le orecchie (contratture croniche dei trapezi)
    - nelle spalle in avanti (torace chiuso, gran pettorale accorciato)
    - nella mandibola (muscoli masseteri)
    - nella pancia contratta (m. addominali)
    - nelle anche chiuse (contrazione dell'ileo-psoas)
    - nella gola contratta (m. dell'apparato fonatorio)
    - nei muscoli che muovono gli occhi
    - nel pavimento pelvico ipertonico

  • Ma si possono manifestare anche nella muscolatura liscia dei visceri:
    - un intestino che sembra contorcersi
    - uno stomaco che percepiamo come un nodo
    - un esofago "duro"

  • Mal di testa ricorrenti.

  • Lesioni o incidenti che si verificano sempre negli stessi punti (per la rigidità e mancanza di coordinazione motoria)

  • Disturbi del sonno, come insonnia o bruxismo 

  • Problemi digestivi, come gonfiore, difficoltà di digestione o intestino irritabile.

Difficoltà con le Sensazioni

Chi si trova in uno schema di bracing può sperimentare difficoltà nel gestire le sensazioni fisiche associate alle emozioni.

Il bracing infatti, tende a proteggerci dalle sensazioni troppo intense.

Nei momenti di relax, come massaggi, sauna, meditazione, di quiete, di pre-sonno, lo schema di tensione si allenta e possono emergere sensazioni difficili da gestire.

 Alcuni segnali possono essere:

  • Difficoltà a tollerare ondate di emozioni intense (anche di gioia).
  • Sensazioni di vuoto, irrequietezza o tristezza.

Pensieri e comportamenti collegati

Mente e corpo si parlano in maniera bi-direzionale e un corpo rigido e contratto, una postura chiusa e afflosciata influiscono anche sui nostri pensieri.

I pensieri/comportamenti qui di seguito potrebbero essere un segnale di attenzione.
Ecco alcune delle manifestazioni più comuni:

  • Pensieri come "il mondo è un brutto posto" o "non mi posso fidare di nessuno".
  • La tendenza a stare da soli o a evitare relazioni a lungo termine.
  • Essere bravi a prendersi cura degli altri, ma difficoltà a farlo con se stessi.
  • Autoimposizione di restrizioni, come limitarsi nell’alimentazione o nelle attività sociali, anche senza un motivo concreto.

Come affrontare il bracing e ridurre la stanchezza cronica

Mantenere uno schema di protezione come il bracing è estenuante, sia fisicamente che emotivamente.
Il nostro corpo spende enormi quantità di energia per mantenere questa tensione costante, portando alla stanchezza cronica.

I primi passi per liberarsene sono:

1

Riconoscere senza giudicare

Il primo passo per uscire dallo schema di bracing è riconoscere cosa stiamo vivendo senza giudicarlo.
Le strategie di adattamento che il nostro corpo ha messo in atto in passato erano necessarie per la nostra sopravvivenza, ma ora potrebbero non essere più utili.

Questa è solo una piccola parte della teoria che insegno nei miei corsi.

Fare nostra questa consapevolezza è fondamentale per sollevarci dal senso di colpa che spesso è associato alla stanchezza e alla mancanza di produttività.

2

Evitare narrazioni negative

Un altro passo importante è evitare di perdersi in narrazioni negative su noi stessi.
Pensieri ipercritici e severi non fanno che alimentare il ciclo di tensione e fatica.

Sì, ma come si fa?
Per mia esperienza, le narrazioni negative nella nostra testa rallentano o scompaiono non con uno sforzo di volontà, ma quando il nostro corpo è più regolato.
Questo però richiede un po' di pratica.
Un consiglio che spesso viene dato è di guardare questi pensieri come nuvole che passano nel cielo: li vediamo, li riconosciamo, ma non ci identifichiamo con loro.
Più facile a dirsi che a farsi.

Ti suggerisco un approccio più corporeo, quando ti scopri in un vortice di pensieri ipercritici, non cercare di fermarlo "pensando", ma prova ad "agire con il corpo".
Vai a fare una passeggiata, pulisci la casa, spacca la legna, lava la macchina oppure vai in palestra a sollevare pesi, insomma, credo di aver reso l'idea.
Non è la soluzione definitiva ma una soluzione tampone che è efficace sul momento.


3

Ascoltare e muovere il corpo

Come già accennato prima, imparare a stare nel proprio corpo e ascoltarlo è essenziale.
Ogni tensione, ogni respiro, ogni sensazione è un messaggio.
Più impariamo a percepire come il nostro corpo risponde, più possiamo lavorare per sciogliere la tensione e ridurre la stanchezza.
Tuttavia... l'ascolto è una tecnica passiva, il movimento è qualcosa di attivo che ci invita a modificare e uscire dai nostri schemi.

Ascoltare non basta. 
Tecniche di movimento consapevole come il feldenkrais possono essere strumenti potenti per spezzare lo schema di bracing e tornare a sentirci leggere e mentalmente aperti.

Gli strumenti che offro per uscire dal bracing e ottenere una maggiore regolazione di sè

Quello che tutti vogliamo, alla fine, è avere un po' più padronanza di noi e ritrovare la forza vitale.
Esistono percorsi precisi e strutturati che partono dal corpo per re-imparare il linguaggio delle sensazioni e del sistema nervoso. 

Sono percorsi essenzialmente pratici che utilizzano tecniche somatiche o come li chiamo io neuro-senso-motori perché agiscono su e integrano questi tre livelli: sistema nervoso, sistema sensoriale e sistema motorio.

Uno dei modi per uscire dallo schema di bracing è praticare schemi motori e movimenti che in qualche modo ci aiutano a ritrovare sicurezza e fiducia nel corpo. 

Un altro modo è quello di tornare ad imparare il linguaggio del corpo e a sviluppare la connessione mente-corpo.

Re-imparare questo linguaggio, tornare a casa nel corpo, significa andare alle basi di come funzioniamo e imparare a regolare - invece che a reprimere - i nostri stati interni. 

Andare alle basi di tutto ciò non è un lavoro di un giorno e non è nemmeno un lavoro cognitivo, cioè quello che stai facendo ora leggendo questo articolo.

Ma è il primo passo. 

La regolazione di sé partendo dal nostro corpo è qualcosa che troverai nel mio corso principale Governare il Caos, che apre le iscrizioni solo una volta l'anno.

Puoi dare un'occhiata qui: Governare il Caos

Per un approccio più rivolto al movimento, che ti aiuti anche con postura, infiammazione e dolore cronico, dai un'occhiata ai miei corsi Feldenkrais qui.