Feldenkrais le posizioni giuste a lezione - Caterina Marzoli | Fisioterapista

Feldenkrais le posizioni giuste a lezione

Nel Feldenkrais non ci occupiamo di posizioni come nelle asana dello yoga ma ci occupiamo di movimenti.
Assumere la corretta posizione non è così importante come nello yoga, nello stretching o nella posturale, tuttavia... 

Le posizioni sono i punti di inizio e di fine dei movimenti per cui è utile capire come mettersi. 

Una delle cose che confonde di più chi comincia a praticare il Feldenkrais sono le insistenti, lunghe (e forse noiose) indicazioni su come assumere alcune facili posizioni, come quella in piedi o quella distesi con le gambe piegate.

Per una serie di ragioni, che forse hanno a che fare con:

- la stanchezza di fare lezione nell’orario serale,
- la minore consapevolezza corporea di chi inizia,
- la voglia di entrare subito nella lezione,
- il proprio senso del pudore,

 le istruzioni sono spesso disattese, le posizioni prese frettolosamente  e ci si trova a fare le lezione “scomodi”.

Con il tempo e l’esperienza ho maturato sempre più chiarezza nell’esplicitare le istruzioni, perché se è vero che ognuno ha i suoi tempi per raggiungere la consapevolezza, è anche vero che non si può fare lezione scomodi per un anno o più.

Ora che insegno moltissimo online e i partecipanti  a casa sono ancora più autonomi, alcuni non sono bene inquadrati, altri sono male illuminati, penso sia il caso di fare un ulteriore sforzo di chiarezza. 

Come sistemare le gambe e i piedi?

Quando chiedo di piegare le ginocchia e mettere i piedi in appoggio sul pavimento (una richiesta che faccio almeno nel 70% delle lezioni): come devi metterti?

Cominciamo con cosa non dovresti fare:

nella posizione supini a gambe piegate, i piedi e le gambe non sono unite. 
E non sono nemmeno divaricate. 

Prima di andare oltre la lettura, prova per un attimo a stenderti sul pavimento con le gambe unite per circa un minuto o due.

Io aspetto qui. 

Scomoda e innaturale!

Gambe uniti e piedi a contatto, una posizione scelta da moltissimi studenti alle prime armi.

Dopo un periodo che può andare dai 30 sec ai 2 minuti, comincerai a percepire una certa fatica e forse il respiro non sarà molto fluido. 

Questa posizione, anche se molto pudica e più elegante di stare a gambe aperte, richiede di tenere i muscoli adduttori contratti e le anche addotte.
Dopo una decina di secondi anche la colonna lombare si adegua, di solito inarcando.

Piano piano, si instaura una tensione a livello lombare e le possibilità di un movimento facile e senza sforzo sono inibite.

Dunque non è una posizione di riposo e nemmeno una posizione da cui è facile iniziare un movimento (ricordo che il tema di queste lezioni è imparare a muoversi)

Scommetto che non hai davvero provato ma hai preferito leggere. 

D’accordo, ma ora con queste nuove informazioni perché non provi?

Solo se lo sentirai nel tuo corpo, potrai capirlo veramente.

Quindi qual è la posizione ideale per la lezione di Feldenkrais? 

Se te lo dicessi in due righe, ti prenderei in giro.

La posizione ideale e corretta non esiste.
Ci sono troppe variabili:

  • ognuno ha la sua forma delle anche,
  • ognuno ha la sua lunghezza delle gambe,
  • ognuno ha la sua larghezza del bacino. 


Ma ci sono due posizioni che sicuramente non vanno bene:

  • quella con gambe e piedi uniti
  • quella con gambe e piedi troppo divaricati

La prima non è veramente comoda da tenere, la seconda ci dà stabilità ma proprio per questo è più difficile cominciare un movimento.

Ora che hai un'idea della giusta distanza dei piedi, passiamo a un dettaglio altrettanto importante, la distanza dai piedi dai glutei:

PIedi troppo lontani, troppo sforzo muscolare, alla lunga scomodo

Piedi troppo vicini ai glutei, ginocchia troppo flesse, per alcuni va bene ma certi  movimenti potrebbero essere  inibiti.

La virtù è nel mezzo

I piedi dovrebbero essere più o meno distanziati tra loro quanto le anche o le spalle.

I piedi dovrebbero essere abbastanza vicini ai glutei da farti percepire una posizione stabile e allo stesso tempo comoda.
Le ginocchia più o meno in linea con le anche e parallele come se fossero il binario di un treno.

Una via di mezzo, piedi saldamente appoggiati e quasi in linea con le ginocchia

PIedi in linea con le ginocchia e distanziati più o meno quanto le anche.


Cosa fare se non riesci a stare in questa posizione nemmeno in maniera approssimativa?

Ti dovresti sforzare a stare così anche se le tue anche o tuoi piedi si lamentano?

No.
Con il tempo la posizione diventerà più comoda ed efficiente.

 
Semplicemente ricorda che posizionarsi fa parte della lezione e metti la tua attenzione così come la metti nei movimenti, ma senza stress e inutili perfezionismi.


L’importante è che tu scelga una posizione che ti consenta di:

  1. Muoverti con facilità (se le gambe sono troppo divaricate è impossibile),
  2. Rimanere stabile con il minimo sforzo,
  3. Stare in relativamente comodità.


Qual è la posizione naturale in piedi?

Il ragionamento è simile. 

Come si sta in piedi? 

Certamente non è quella dell’attenti né quella di Roberto Bolle (nessuna critica a lui ovviamente, ma non c’è niente di più lontano dal movimento naturale della danza classica).

Stare in posizione eretta con i piedi uniti, è una posizione non naturale, quindi, niente in contrario, ma semplicemente, non fa parte dell’idea di muoversi agilmente in tutte le direzioni.

Nella posizione dell’attenti (ne ho già parlato in questo articolo), potrà sembrare esteticamente gradevole, ma ci costringe a stare con i glutei in tensione, con le curve della colonna invertite (se vi piace la versione “petto in fuori”) e sempre se vi piace la versione militare, la curva cervicale raddrizzata.

È una posizione in cui le curve della colonna sono costrette ad essere invertite rispetto al loro normale andamento e la posizione non ha particolari funzioni biologiche. 

Non è così che aspettiamo l’autobus o che chiacchieriamo con un amico in mezzo alla strada. 

E’ una posizione, quindi, del tutto sconsigliata per mettersi in ascolto del proprio corpo e fare il confronto inizio/fine della lezione.

Una posizione a gambe troppo divaricate, tipica di alcuni esercizi delle arti marziali, regala molta stabilità a discapito del movimento.
Funzionale solo all’interno della pratica delle arti marziali, ma non nella vita di tutti i giorni.

Piedi a una congrua distanza
Piedi troppo separati
piedi uniti


Anche in questo caso, la verità è nel mezzo.

Per capire qual è la posizione giusta per te, fai delle prove e datti il tempo necessario a sentire.
Se lo fai con la necessaria calma, sarà il tuo corpo a dirti dove sei allo stesso tempo, comodo, stabile e capace di iniziare un passo senza troppi aggiustamenti preliminari.

Se  l’idea di provare in autonomia ti disorienta un po’, la linea guida generale, è che le ginocchia e le gambe siano più o meno in linea con le anche, quindi, non troppo vicini, non troppo lontani.

Posizione sulla sedia per le lezioni Feldenkrais

Anche per le lezioni sulla sedia, il ragionamento è identico.
Per quanto possibile, i piedi dovrebbero essere in linea con le ginocchia e le ginocchia in linea con le anche.

La posizione deve offrire stabilità, scarico del peso a terra e contemporaneamente, possibilità di muoversi senza troppi aggiustamenti preliminari.


Sulla schiena, seduti e in piedi, le posizioni più frequenti nelle lezioni di feldenkrais.

Se hai già frequentato le mie lezioni, sai che parlo spesso del mettersi comodi, la verità è che spesso troviamo comode delle posture che sono poco funzionali, come quella di stare seduti afflosciati. Non è bella da vedere ma è comoda.

Ad essere del tutto sinceri, la scienza non riesce a provare che sia sbagliata, tuttavia istintivamente ci rendiamo conto che non va bene per noi.

Il senso delle mie lezioni non è farti trovare la comodità, altrimenti potresti trovarla nel tuo letto o nel tuo divano.

Il senso delle mie lezioni è di farti trovare comodo quello che è funzionale, sano e anche gradevole da vedere.

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