"Mi sono lussata l'anca spolverando un lampadario che non aveva bisogno di essere pulito." 
Non è successo a me, ma a una mia paziente.
Molti parlarebbero di autosabotaggio: un meccanismo inconscio che ci blocca per proteggerci da situazioni spiacevoli.
Ma questa spiegazione non mi ha mai convinto del tutto.
In questo articolo voglio offrire un punto di vista diverso, basato sulla biologia dello stress e sul funzionamento del sistema nervoso.

Quando siamo agitati, ansiosi o "troppo su di giri", il rischio di farci male aumenta drasticamente. Semplicemente.
Non è (solo) questione di psicologia: è pura biologia e fisiologia.
Il trucco per evitarlo sarebbe semplice in teoria, ma difficilissimo quando siamo nel pieno dell’agitazione.

La Storia di Maria: Quando l’Agitazione Diventa Pericolosa

Incidenti "Provvidenziali": Autosabotaggio o Reazione Biologica?

Maria stava preparando le valigie per trasferirsi nella casa al mare, qualcosa che non voleva fare, ma a cui non poteva dire di no.

Mentre preparava la valigia, notò il lampadario del soggiorno, salì sulla scala, perse l’equilibrio e cadde: lussazione dell’anca, ambulanza, ricovero. Niente vacanza.

Tre dettagli mi colpirono particolarmente:

  1. L’incidente le aveva evitato la partenza (effetto "provvidenziale").
  2. Maria non era una persona che doveva fare le pulizie, aveva degli aiuti in casa.
  3. La lussazione d’anca è un infortunio raro, tradotto, ce ne vuole per lussarsi un'anca.

Dopo quell’episodio, ne ho visti altri simili: incidenti domestici assurdi, con fratture, tagli o distorsioni, con sempre gli stessi fattori in comune:

1. avevano evitato qualcosa che la persona non voleva fare

2. erano sempre preceduti da forte agitazione.

Perché lo Stress Ci Fa Male (Letteralmente)?

Prima di pensare all’"inconscio sabotatore", dovremmo considerare lo stato del sistema nervoso.

Quando siamo sotto stress prolungato o intenso, come quello che ci può venire addosso quando ci sentiamo senza via d'uscita di fronte a una cosa che non ci va di fare,  il corpo entra in uno stato di iperattivazione che altera:

  • La percezione dell'appropriatezza ("Mi sembra una buona idea pulire il lampadario giusto prima di partire")
  • La coordinazione motoria (movimenti meno precisi, più bruschi)
  • La consapevolezza corporea (non sentiamo i segnali di avvertimento, come gambe molle, senso di instabilità, etc.)
  • La visione laterale (non vediamo quello che c'è intorno)

Questi meccanismi sono utilissimi se dobbiamo scappare da un leone nella giungla, ma nella vita quotidiana diventano pericolosi.

Cosa Succede nel Cervello (e nel Corpo) Quando Siamo Agitati?

Il Sistema Nervoso in "Allerta Rossa"

Lo stress scatena una cascata di reazioni fisiologiche che modificano il modo in cui ci muoviamo, pensiamo e percepiamo il mondo.

  1. Percezione di minaccia → nel caso di Maria la partenza (anche se non era un pericolo reale).
  2. Attivazione del sistema "combatti o fuggi" → Crescente aumento del livello di energia di fronte a una minaccia reale o percepita (che però non viene espressa perché ci sentiamo intrappolati nella situazione)
  3. Effetti collaterali pericolosi:
    • Impulsività ("Devo farlo subito!")
    • Tunnel visivo (il campo visivo si restringe, non vediamo i pericoli)
    • Dissociazione corporea (non sentiamo più i segnali fisici)

Come Riconoscere i Segnali Prima che Accada un Incidente Autosabotante 

I Campanelli d’Allarme del Corpo

Prima di un incidente legato allo stress, il corpo invia segnali chiari, ma spesso non li ascoltiamo.

I segnali fisici sono anche abbastanza noti, il cuore che batte il respiro corto, la tensione muscolare, una sudorazione improvvisa, una scarica dell'intestino, etc.

Il problema è che se siamo disconnessi dal corpo, non ce ne accorgiamo.

Tuttavia, spesso ci accorgiamo invece dei segnali di tipo più mentale e cognitivo.

  • La mente imbizzarrita,
  • il senso di urgenza,
  • l'attenzione frammentata,
  • l'irritabilità,
  • la mancanza di concentrazione.

Mappare il Proprio Stress

Ognuno reagisce in modo diverso.
La chiave è imparare a riconoscere come tu manifesti lo stress:

  • Dove si accumula la tensione? (Spalle, mascella, stomaco?)
  • Quali pensieri ricorrono? ("Non ce la faccio", "Devo fare tutto io")
  • Quali azioni impulsive tendi a compiere? (Pulizie frenetiche, lavori domestici rischiosi?)

Tecniche Somatiche per non finire nel turbine degli eventi (e magari prevenire incidenti)

Perché le Tecniche Passive a Volte Non Funzionano?

Nei momenti di forte agitazione, provare a calmarsi cercando di calmarsi, cioè stare fermi e respirare può essere inefficace. Perché?
Perché stiamo cercando di calmare un'energia che è come un fiume in piena e che romperebbe qualsiasi diga.

Quell’energia non vuole essere repressa, ma scaricata.
È  un'energia che vuole uscire, non vuole essere abbassata ai livelli di sicurezza (che è quello che pretendiamo assurdamente da noi stessi quando siamo agitati).
Quando cerchiamo di controllarla, spesso la alimentiamo.

È come se il corpo-cervello dicesse alla mente: "Ma cosa vuoi calmarti non vedi che c'è un pericolo?" e quindi sentendosi inascoltato, aumentasse ancora di più il suo tono di voce.

Importante!

Questo è un punto chiave di tutto il concetto di
regolazione del sistema nervoso:
cercare di calmare l'ansia o la carica di energia degli stati emotivi come paura o rabbia non funziona, quando il livello è molto alto.
Perché quell'energia, che nasce da un sistema molto antico del nostro cervello non vuole essere calmata,
ma vuole trovare una via d'uscita dal nostro corpo

1. Scaricare l’Energia in Modo Sicuro

Invece di reprimere l’agitazione, possiamo canalizzarla.
E se fermarsi prima di pensare e agire è difficilissimo, possiamo però "fermaci per muoverci e dissipare energia":

  • Movimenti liberi (scrollare braccia e gambe)
  • Percussioni dolci (battere le mani sulle cosce)
  • Vocalizzazioni (un sospiro profondo, un suono liberatorio)

Nota che non sto parlando di:

  • Spaccare tutto
  • Urlare
  • Prendere a calci/pugni un cuscino

Puoi anche fare queste cose e magari ti daranno del sollievo temporaneo (attenzione a non farti male!) ma alla lunga potrebbero diventare degli esercizi meccanici con poco effetto.

2. Riportare la Consapevolezza al Corpo (Feldenkrais & Somatic Experiencing)

Queste sono solo alcune tecniche che uso con i miei pazienti o che insegno nei miei corsi.

  • Scansione corporea (dove sento tensione?)
  • Movimenti (per sciogliere blocchi e uscire dall'immobilità)
  • Grounding (sentire i piedi a terra, radicarsi)
  • Orientamento nello spazio (guardarsi intorno)
  • Autotocco 

Tuttavia non è la singola tecnica, ma è il contesto e come la usiamo che fa la differenza.
Se continuiamo a pensare in termini di tecniche da applicare come mettere un cerotto al bisogno, rimaniamo più nelle gestione (magari abbastanza efficace) che nella regolazione.

La differenza tra "gestire" le emozioni e regolare il sistema il nervoso

Andare alla base della nostra fisiologia: come regolare l’ansia partendo dal corpo

Spesso cerchiamo tecniche rapide per calmare l’ansia, come esercizi di pochi minuti o strategie di gestione immediata.
Ma la verità è che il vero cambiamento avviene quando modifichiamo la nostra relazione con le sensazioni fisiche, cioè con ciò che accade nel nostro corpo.

L’agitazione nasce da un’interpretazione di minaccia, sia reale che percepita.
E per regolarla, non basta controllare i sintomi—dobbiamo costruire una base fisiologica solida, che ci permetta di sviluppare tolleranza e un "contenitore" interno per ciò che proviamo.

In questo modo, anche quando l’emozione è intensa, possiamo:

  • Rimanere presenti a noi stessi,
  • Prendere decisioni lucide,
  • Ridurre l’impatto di ciò che sentiamo.

Non si tratta di gestire - ormai siamo già esperti nel farlo, sono decenni che si insegna solo a gestire - ma si tratta di imparare a regolare il sistema nervoso dall’interno.
 
È un passaggio fondamentale perché ci aiuta a distinguere:

I fatti biologici (come reagisce il nostro corpo), dalle storie che ci raccontiamo (il significato che diamo alle nostre reazioni).

Pensa alla frase: "Mi sono autosabotato" - è già un’interpretazione, non un dato di realtà.
Quanta vergogna, quanto senso di colpa, quanto giudice interiore può contenere questa frase?

La vera svolta? Costruire una fisiologia più resiliente, in modo che le sensazioni non ci travolgano più.
Non è una scorciatoia, ma un percorso che cambia tutto.

Dall’Auto-Colpevolizzazione all’Auto-Compassione

Perché Ci Sentiamo in Colpa?

Dopo un incidente, è normale cercare una spiegazione.
Queste narrazioni ci aiutano a trovare conforto nel significato, perché la nostra mente cerca un senso, ma possono diventare qualcosa che ci affonda invece di aiutarci a traghettarci fuori.
 
È  facile cadere nella trappola del:

  • "Me lo sono cercato"
  • "Sono stupida"
  • "Non sono capace di fare niente"

Queste frasi non aiutano, anzi sono un fattore che ostacola la guarigione fisica oltre che quella emotiva o psicologica.

La ragione, totalmente sottovalutata anche dai terapeuti più esperti, è che vergogna e senso di colpa ci mandano in uno stato di bassa energia, di collasso, di immobilità.

Perché intraprendere un'azione che ci toglie dallo stato in cui siamo, se tanto il messaggio che ci raccontiamo è che:
- siamo incapaci
- non facciamo niente bene
- siamo così stupidi da autosabotarci?

Esattamente quello di cui NON abbiamo bisogno per affrontare un percorso di cambiamento o anche semplicemente per vivere più sereni.

Se questa cosa ti riguarda, vorrei che ti arrivasse il messaggio che:
non sei incapace, sei un essere umano in una momentanea difficoltà.

Se riguarda qualcuno che conosci, sii tu a portare questo messaggio!

Cambiare Prospettiva

Invece di: "Mi sono sabotata" o "sono un cretino", prova:

"Ok, mi sono fatta male ma in fondo ero in un momento di grande agitazione"

L’auto-compassione (come dimostrano gli studi di Kristin Neff, docente e ricercatrice ad Austin in Texas) aiuta a:

  • Ridurre ansia e stress
  • Recuperare più velocemente
  • Prendersi cura di sé in modo efficace

I suoi studi provano che gli adulti capaci di essere gentili con sé stessi hanno migliore stato di salute, qualità della vita e possibilità di uscire prima dai loro probelmi.

Conclusione: Se Ti È Capitato, Non Sei "Strana"

Se ti ritrovi nella storia di Maria, sappi che non sei sola.
Molte persone hanno incidenti simili in momenti di stress.

La soluzione non è colpevolizzarsi, ma:

  1. Riconoscere i segnali del corpo.
  2. Imparare tecniche somatiche per regolare il sistema nervoso.
  3. Sostituire l’autocritica con l’auto-compassione.

La prossima volta che senti quell’urgenza di "fare qualcosa subito", prova a fermarti e chiederti:
"Posso prendermi un attimo per scaricare le mie energie?"

Quel momento di pausa potrebbe cambiare tutto.

Hai Mai Avuto un "Incidente da Stress"?

Raccontami la tua esperienza nei commenti. 

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