Tre consigli lampo se hai mal di schiena | Caterina Marzoli

Tre consigli lampo se hai mal di schiena

Conosci tre trucchetti veloci per far passare il mal di schiena che non ho tempo?

Esiste un trucco veloce per farsi passare il mal di schiena?

Se fai una ricerca su google con “mal di schiena” usciranno un sacco di risultati del tipo: l’esercizo per far sparire il mal di schiena in 5 min al giorno.  Funziona?  NO.

Ad essere proprio sinceri, sinceri fino in fondo, se fosse così facile, nessuno avrebbe più mal di schiena.  Qualcuno avrebbe messo un brevetto all’esercizietto e sarebbe diventato ricco.

Qualche giorno fa leggiucchiavo un gruppo facebook di fisioterapisti e mi è caduto l’occhio su un post di un giovane fisioterapista dolorante,  diceva:

lavoro assumendo posture sbagliate e quando mi rialzo sono io il paziente. In più passo molto tempo a guidare tra un paziente e l’altro. Non ho tempo di farmi vedere, cosa mi consigliate?

Sono arrivati un sacco di consigli di colleghi esperti e ben intenzionati. Ma la cosa era buffissima, perchè nello stesso gruppo non facciamo altro che discutere dell’importanza di una valutazione, di una diagnosi, di seguire le linee guida internazionali. (vuoi un riassunto di cosa dicono? scarica la mia guida).

E soprattutto non facciamo altro che dire che nel mal di schiena, c’è bisogno di una rieducazione al movimento, quindi, fare esercizio.

Ma  questo giovane collega, giustamente non aveva tempo di occuparsi  delle sue posture sbagliate al lavoro e chiedeva il rimedio magico via facebook.

Ma il mal di schiena è una faccenda un po’ più complicata, perchè nessun mal di schiena è uguale a un altro.

Il mal di schiena è unico, così come è unica la persona che se lo porta dietro!

Le cose da fare in ogni caso

Voglio provare lo stesso a darti 3 consigli lampo e allo stesso tempo fuori dal coro, che possono aiutarti e possono andare bene in tutti i casi di mal di schiena, particolarmente importanti per chi soffre di mal di schiena resistente.

Consiglio n. 1

non catastrofizzare il dolore (è la cosa peggiore da fare).

Alcune persone se la vedono così brutta durante il colpo della strega o per la fuoriuscita di un ernia e rimangono così scioccate dalla velocità con cui sono colpite da un dolore acutissimo, che  cominciano a non muoversi più, terrorizzate che possa tornare.Catastrofizzare il dolore ti farà affondare in una spirale psicologica negativa e devastante, comincerai a limitare la tua vita a non muoverti, a non uscire, a cercare ossessivamente il materasso perfetto.Ti ritroverai a pensare tutto il giorno alla tua schiena e a stare in allerta alla minima avvisaglia di recidiva. Senza neanche accorgertene, diventerai a poco a poco una persona con capacità limitate:

  • non andrai più nei ristoranti/cinema dove le sedie sono scomode
  • andrai solo in spiagge dove noleggiare un lettino
  • limiterai i tuoi viaggi e vacanze in ragione delle ore da passare sui mezzi pubblici

Se ci hai fatto caso sono tutte attività da fare insieme agli altri, il mal di schiena è conosciuto tra gli esperti come una sindrome bio-psico-sociale. Ma dell’impatto sociale si parla poco.Eppure il senso di connessione che sperimentiamo nelle attività con gli altri è una delle nostre necessità biologiche più importanti. A cui non dobbiamo rinunciare.

Le persone sole sono ancora più a rischio.Se ti trovi in questa situazione, cerca di coinvolgere qualche amico/a per una chiacchierata, per portarti la spesa a casa o farti un tè, tante persone hanno voglia e sono disponibili ad aiutare, sconfiggere la paura è più facile insieme!

ATTENZIONE sto per dire una cosa controversa:   comncia a pensare al dolore del mal di schiena come una cosa normale, nel senso di un’ esperienza normale nella vita di un essere umano (d’altronde il mal di schiena è come l’influenza e il raffreddore), è destinata a passare e a migliorare.

Alcune persone continuano a spostare carichi, prendere in braccio bambini o andare in motorino nonostante il dolore. Lo hanno integrato come parte della loro vita.Non posso consigliarti del tutto questo approccio perchè portato all’estremo ha delle conseguenze negative, ma sicuramente ti consiglio di cercare di non catastrofizzare e non avere paura del tuo dolore.
E se sei passato attraverso alcune esperienze negative con medici o terapisti, non mollare, continua a cercare la persona giusta per te.

Uno dei miei maggiori successi lavorativi l’ho ottenuto con una signora con un dolore lombare così invalidante da aver ricevuto il tagliando Handicap per l’auto. Sono ancora oggi convinta che se siamo riuscite insieme a riportarla a una vita normale, è stato perchè lei aveva l’incrollabile convinzione che il suo dolore sarebbe prima o poi terminato e la ferma determinazione di voler tornare al suo lavoro e questo nonostante avesse fatto il giro degli specialisti italiani e provato tantissima riabilitazione.

E’ tornata al lavoro in 3 mesi di sessioni individuali di Feldenkrais

Consiglio n. 2

non smettere di muoverti

Tutte le linee guida internazionali, quelle vecchie e quelle recenti,  dicono che la persona con mal di schiena non deve fermarsi.
Continua (oppure inizia) a fare movimento, magari in maniera semplice e gentile ma non smettere.

Camminare, fare un giro in bici, perfino nuotare e anche una semplice ginnastica vanno bene a patto che siano fatte senza sforzo (è essenziale!) con piacevolezza e fluidità.
Potresti essere addirittura, tra i fortunati che vedono così passare il proprio mal di schiena.

ATTENZIONE, seconda cosa controversa (questa è grossa): la diminuzione del dolore non dovrebbe neanche essere l’obiettivo della terapia.  Uh, cosa?

Il vero obiettivo ultimo della terapia, dovrebbe essere quello di metterti in grado di continuare a muoverti (per evitare l’esclusione sociale e le gravi limitazioni che ne derivano).

Naturalmente il dolore è terribile, naturalmente la mia prima preoccupazione è far passare o almeno diminuire il dolore ai miei pazienti… ma perchè?
Perchè siano in grado di muoversi senza dolore.

Il dolore infatti è quasi sempre associato a dei movimenti (per questo il mio approccio è sul movimento).

Tuttavia, a volte incontro delle persone, che, cadute nella spirale negativa a cui accennavo sopra, si aspettano nella loro vita di liberarsi totalmente dal dolore. A volte questo non è possibile (per mille ragioni) e la terapia deve puntare alla diminuzione e alla gestione.Come dire, se ogni tanto la schiena fa male, ma riesci  ad avere una vita normale e soddisfacente, allora va già abbastanza bene.

Il tuo obiettivo dovrebbe essere vivere una vita soddisfacente con o senza mal di schiena.

Nei momenti di dolore acutissimo puoi certamente prenderti qualche giorno di riposo, ma non dovrebbero andare oltre i 3/5/7. Poi dovresti cercare di ricominciare a muoverti , tornare al lavoro e a fare una vita normale.

In questo momento stai pensando che per me è facile parlare?  Bene, prima dei 30 anni ho sofferto per un periodo di colpi della strega ricorrenti, in uno di questi, nel tentativo  di alzarmi dal letto per andare in bagno, sono rimasta bloccata seduta. Non potevo più alzarmi, ne’ potevo tornare distesa nel letto. Non mi vergogno di dire che la disperazione era tale che ho pianto per una mezz’ora, da sola,  in quella posizione, incapace di andare in una direzione o nell’altra. Ne ho tutt’oggi un ricordo terribilmente chiaro. Poi, finalmente, con uno sforzo di volontà, sono riucita ad andare in bagno, ovviamente la cosa non è stata indolore.
E’ stato il terrore e la disperazione di quel momento a portarmi da un’esperta e non il dolore fisico in sè.

 

Consiglio n.3

respira!

Il respiro è essenziale, appena abbiamo paura e/o sentiamo dolore lo blocchiamo e lo limitiamo. (Ne ho scritto qui).E con cosa lo blocchiamo? Ma con un sacco di muscoli che sono collegati anche al funzionamento della schiena.
I polmoni sono come palloncini, quando li gonfi, si dovrebbero gonfiare in tutte le direzioni, se la schiena è libera da rigidità e contratture, si espande anche lei nel respiro.

Prova questo test: sdraiati sul pavimento (su un tappeto o materassino), osserva le parti di te che fanno contatto con il pavimento. Osserva se, mentre respiri (normalmente), puoi notare un cambiamento minimo nel contatto che fai con il pavimento. Puoi sentire se questo contatto si espande o oppure no?

Se la risposta è no, il tuo respiro potrebbe non essere libero e fluido.

Un respiro bloccato da qualche parte, non è collegato solo ai muscoli della schiena, ma anche alla nostra sfera emozionale-psicologica (ricordi la spirale negativa?).  Agire sul respiro è oggigiorno, parte di ogni percorso terapeutico serio sul mal di schiena.

Terza cosa controversa (e ultima): gli esercizi di respirazione non servono a niente (o quasi)

Lavorare sul respiro è complesso e noioso per molte persone, normalmente si lavora da fermi, contando e cercando di controllare la ventilazione.
Ma saper respirare da distesi sul lettino del fisioterapista o sul materassino a lezione di yoga serve a poco se non siamo in grado di respirare spontaneamente nella nostra vita quotidiana, in piedi aspettando l’autobus o seduti alla scrivania.

Sarebbe molto più utile  lavorare sul respiro fluido e tranquillo durante i movimenti.

In ogni caso, se pensi di non respirare bene, prova questo prima di addormentarti: fai 20 respiri espandendo la pancia (non troppo, una cosa normale).
Può darsi che non arriverai nemmeno a 20 e ti addormenterai.
Probabilmente non sarà sufficiente a farti passare il mal di schiena, ma ti aiuterà a ossigenare tessuti ed organi (e questo è già qualcosa) e promuoverà l’attività del sistema parasimpatico, quello che si occupa di guarigione, sviluppo e crescita.

In conclusione

Il mal di schiena è un fenomeno piuttosto normale nella vita umana, spesso è una condizione che si risolve da sola.
Ma quando non è così, ci sono almeno tre atteggiamenti che puoi adottare:

1) non catastrofizzare il dolore

2) continuare a muoverti (secondo le tue possibilità)

3) non sacrificare il tuo respiro

Anche se sono convinta che l’esercizio risolutivo per tutti non esiste, la  cosa più vicina che conosco ad un esercizio magico per il mal di schiena è l’esercizio del rotolo.

Inventato da Moshe Feldenkrais e diffuso ovunque da Ruthy Alon, una dei suoi primi allievi, questo esercizio non cessa mai di stupirmi.
Funziona sia come compito a casa per i miei pazienti, sia per chi lo usa come auto-medicazione perchè l’ha ricevuto attraverso il sito.

Oltre ad avere un ottimo effetto sulla schiena ce l’ha anche sul respiro.

 

Iscriviti alla mia newsletter, avrai accesso al video dell’esercizio e una guida di 10 pagine sugli errori da non fare con il mal di schiena.

Guarda il video

AVVERTENZA: questi consigli e raccomandazioni hanno carattere generale e servono a dare un’idea. Non considerarli una prescrizione medica valida nel tuo caso (ogni caso è a sé, ricordi?). Qualsiasi caso andrebbe valutato da un professionista abilitato. E comunque, il consiglio di un professionista che ti visita di persona dovrebbe avere molto più valore di quello che leggi su Internet. Se, invece,  hai dei dubbi sulle prescrizioni del professionista, cambialo!

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