Quando pensiamo a trauma, stress o ansia, spesso ci immaginiamo qualcosa di "mentale". Ma sempre più evidenze ci mostrano che queste esperienze si imprimono profondamente anche nel corpo.
A volte, è il corpo stesso a ricordare ciò che la mente ha dimenticato o rimosso. Questo articolo approfondisce il concetto di memoria del corpo e offre un chiaro esempio pratico di come avviene un percorso somatico per rientrare nella finestra di tolleranza, oltre a strumenti utili a chi desidera comprendersi meglio e intraprendere un percorso di guarigione.
Cos'è la memoria del corpo e come funziona
Il Corpo Non Dimentica Mai
Quando parliamo di memoria del corpo, ci riferiamo a un fenomeno complesso che coinvolge il nostro sistema nervoso.
Quello che chiamiamo memoria del corpo non è una vera e propria “memoria” che il corpo conserva indipendentemente dalla mente, ma un modo di dire per spiegare ciò che avviene a livello neurofisiologico.
Durante un'esperienza traumatica, come un incidente stradale, un terremoto o qualsiasi situazione di forte stress, accade qualcosa di particolare nel nostro cervello:
- La corteccia prefrontale (la parte logica e razionale) si "spegne" parzialmente o completamente
- Il cervello primitivo, quello legato alla sopravvivenza, prende il controllo
- Il corpo registra tutto: suoni, odori, sensazioni, immagini, movimenti
Anche se ci possiamo essere dimenticati i dettagli o la sequenza di un certo evento, certe informazioni sensoriali (odori, suoni, immagini, vibrazioni, tensioni muscolari) vengono archiviate in aree del cervello più primitive.
In parole semplici: la nostra mente razionale può dimenticare, ma il corpo no.
Perché la Mente Razionale Si Disconnette
Questa disconnessione della mente razionale durante il trauma è un meccanismo di protezione.
Quando siamo in pericolo, non abbiamo tempo per analizzare razionalmente la situazione - dobbiamo agire istintivamente per sopravvivere.
Il problema è che questa disconnessione crea dei "buchi" nella nostra memoria consapevole.
Ecco perché spesso delle esperienze traumatiche ricordiamo solo frammenti vaghi o non riusciamo a fare un racconto coerente degli eventi.
A distanza di anni, basta un odore o un rumore improvviso per scatenare ansia, sudorazione, tachicardia o ipervigilanza senza che la persona comprenda razionalmente il motivo.
Il corpo reagisce perché "ricorda" quel rumore, quell'odore o quella situazione.
Le persone che soffrono di attacchi di panico sanno bene come sia possibile provare un fortissimo senso di pericolo senza che ci sia nessun motivo apparente.
In realtà il motivo è in qualche esperienza del passato che non siamo riusciti a dichiarare conclusa.

Corteccia prefrontale e amigdala in evidenza. Nelle esperienze emotivamente intense, la corteccia prefrontale può essere parzialmente o totalmente scollegata dall'amigdala e dagli altri centri del cervello limbico impicati nella registrazione dei ricordi. Fonte immagine: https://live.staticflickr.com/1452/24024310606_215e426a02.jpg
La risposta di sopravvivenza bloccata nel corpo
L'Energia Bloccata: Un Esempio Pratico
Immagina una pallonata in faccia.
Il tuo corpo si attiva istintivamente per proteggersi - le spalle si alzano, le braccia si muovono per parare il colpo.
Ma se la palla arriva troppo velocemente e non riesci a mettere le mani avanti e a completare il movimento difensivo, quel gesto interrotto, contiene energia che non è stata consumata.
Ogni volta che saremmo di fronte a un pericolo, specialmente se riguarda la testa, il corpo potrebbe tentare di completare quel movimento interrotto, creando le stesse tensioni muscolari.
Questo schema si potrebbe ripete in ogni situazione in cui la reazione fisiologica non trova una conclusione:
- Un gesto difensivo incompleto
- Un urlo trattenuto
- Una fuga interrotta
- Una parola “ingoiata” per paura di conseguenze
Nel tempo, ogni volta che percepiamo un pericolo anche lontanamente simile, il corpo riproduce quella tensione muscolare, quella restrizione del respiro, quella attivazione nervosa - finché non viene data la possibilità di completare il gesto o la reazione.
I Segnali Che il Corpo Ci Invia
Le reazioni difensive o di sopravvivenza che non sono state completate si possono manifestare in molti modi diversi.
Sintomi fisici comuni
Reazioni Emotive e Comportamentali
- Attacchi di ansia improvvisi e apparentemente immotivati
- Iperreattività a stimoli specifici (luci, rumori, colori, odori)
- Sensazione di essere sempre "in allerta"
- Evitamento di luoghi, persone o situazioni
- Difficoltà nella regolazione emotiva
- Alterazioni e disordini dell'appetito
La Mia Esperienza con il Trauma da Terremoto
Anni fa ho vissuto un'esperienza che mi ha fatto comprendere in prima persona come funziona la memoria del corpo.
Durante un terremoto - voglio precisare che non era affatto il primo terremoto della mia vita - il mio corpo registrò un pericolo immenso.
Ne sono uscita completamente illesa e senza danni materiali alla casa.
Tuttavia...
Nelle settimane successive, pur sembrando tutto tornato alla normalità, ho iniziato a notare strani sintomi.
In certi momenti, scattavo sulla sedia, senza motivo. Il respiro si bloccava, il cuore accelerava, le mie ascelle sudavano e mi guardavo intorno come per cercare un pericolo.
Scoprire i trigger (I fattori scatenanti)
Ci sono volute settimane per capire cosa stesse succedendo.
Il colpevole era l'autobus che passava sotto casa mia: le vibrazioni del motore facevano tintinnare i bicchieri della credenza e in pochi millisecondi il mio corpo tornava completamente nel momento del terremoto di qualche settimana prima.
Questa reazione automatica è tipica del trauma: un piccolo stimolo (vibrazione, suono, odore) può riportare il corpo nella stessa reazione di sopravvivenza vissuta durante l'evento originale.
Brutta notizia: fare questa scoperta, non ha minimamente fatto smettere i miei scatti quando passava l'autobus.
Ho dovuto affrontare la cosa in un modo completamente diverso.
Come un approccio somatico mi ha aiutato a uscirne
Ecco come ho aiutato il mio corpo a liberarsi dal trauma del terremoto.
1. Non Sopprimere la Reazione
Invece di cercare di controllare o fermare la reazione di paura, ho semplicemente permesso al mio corpo di fare quello che voleva fare.
Ogni volta che sentivo le vibrazioni dell'autobus:
- Lasciavo che il cuore accelerasse
- Permettevo al respiro di diventare affannoso
2. Creare un'Esperienza Somatica di Sicurezza
Davo il tempo al mio corpo di ritornare al suo equilibrio, cioè di "smaltire" la reazione senza fretta.
- Mi guardavo intorno per verificare che fosse tutto ok.
- Aspettavo che corpo e mente si rendessero conto che non c'era pericolo reale
3. Ripetere l'esperienza
Ho dovuto ripetere quella che chiamo "una esperienza somatica di sicurezza" per molto tempo perché il corpo smettesse di "scattare" alla minima vibrazione.
Il Potere di Guarigione del Corpo
Molti approcci alla crescita personale e alla salute mentale si concentrano sull'aspetto cognitivo: cambiare i pensieri, analizzare le emozioni, scrivere un diario
Ma queste strategie parlano a una parte del nostro cervello (la corteccia prefrontale) che nel momento di un'esperienza intensa o traumatica era scollegata. Per questo nel caso di stress post-traumatico sono poco efficaci.
La guarigione richiede un approccio bottom-up, che parte dal corpo.
- Prima di “pensare positivo”, impara a SENTIRE sicurezza nel corpo
- Prima di narrare e analizzare, impara a ESPLORARE le sensazioni fisiche associate ai nostri trigger
- Prima di controllare le emozioni, impara ad ASCOLTARE l’impulso corporeo senza giudizio
- Prima di imparare strategie di coping (tenere sotto controllo), impara a SCOPRIRE i tuoi trigger
Se non partiamo dalle basi della nostro funzionamento come mammiferi umani, se non prendiamo in considerazione il linguaggio del corpo e del cervello primitivo, sarà difficile utilizzare strumenti di tipo cognitivo per stare meglio.
Il Corpo Come Alleato, Non Nemico
Dopo un trauma, è normale che il corpo diventi un luogo di dolore e paura.
Molte persone sviluppano una relazione conflittuale con il proprio corpo, cercando di ignorare o di controllare i sintomi e le manifestazione di emozioni troppo intense per essere anche solo raccontate.
Ma il corpo non è il nemico - è il nostro più grande alleato nel processo di guarigione.
Contiene non solo la memoria del trauma, ma anche tutte le risorse necessarie per superarlo.
Il corpo possiede una saggezza istintiva che va oltre la comprensione razionale. Sa come guarire, come trovare l'equilibrio, come tornare alla sicurezza. Dobbiamo solo imparare a fidarci di questa saggezza e a sostenerla.
Conclusione: Il Trauma Non È una Condanna a Vita
Come dice Peter Levine, pioniere della terapia somatica e sviluppatore di Somatic Experiencing: "Il trauma è un fatto della vita, ma non è una condanna a vita."
Esiste un modo di guarire che va oltre la mente razionale e che coinvolge tutto il nostro essere.
Il corpo, che ha registrato il trauma, possiede anche le chiavi per uscirne.
I Traumi sono tutti uguali? Ovvero, a me non è successo niente di speciale...
Il fatto che io (o la mia casa) non abbia avuto danni, al contrario di molte persone che in Italia hanno fatto questa terribile esperienza del terremoto, non significa che il mio corpo/cervello primitivo l'abbia classificata come esperienza minore.
Quando il corpo-cervello-mente si sente in pericolo non ha importanza che l'evento sia grande o piccolo, se non riusciamo a concludere le reazioni di sopravvivenza probabilmente saremmo comunque a rischio di sviluppare una sindrome da stress post-traumatico.
Sono sempre in ansia, significa che ho avuto un trauma?
Non lo so.
Tutti abbiamo avuto qualche forma di trauma.
Qualcuno se la cava meglio nel superarli, qualcuno meno.
Quello che so, è che a volte perdiamo opportunità terapeutiche perché sottovalutiamo alcuni eventi che ci sono capitati e che consideriamo "normali".
Ho compilato una breve guida in .pdf alle esperienze comuni che non consideriamo traumi ma lo possono essere.
Per scaricarla gratuitamente clicca sull'immagine
Il Corpo Può Tornare a Essere Casa
Con il tempo, la pratica e l'approccio giusto, il corpo può tornare a essere un luogo di sicurezza e saggezza. Non più un territorio ostile da evitare, ma una casa accogliente dove sentirsi al sicuro.
La memoria del corpo può trasformarsi da prigione a risorsa, e il trauma da ferita aperta a saggezza acquisita.
Questo è il potere della guarigione somatica: restituirci il nostro corpo, la nostra sicurezza, e la nostra naturale capacità di resilienza.
Gli argomenti di questo articolo risuonano con te?
e hai voglia di approfondire l'argomento con un corso che ti dia strumenti di auto-guarigione (come ho fatto io con il terremoto?), dai un'occhiata al mio corso "Governare il Caos"

Ciao Paola, quello che scrivi è vero ed è la parte difficile: il corpo non dimentica e nessun massaggio glielo fa fare, perché il sollievo è temporaneo e la tensione torna.
Ma “non dimentica” non vuol dire “resta condannato”.
Lo stesso corpo che ha imparato a contrarsi per difendersi può imparare, un pezzetto alla volta, a mollare la presa.
Non è cancellare il passato, è smettere di riviverlo adesso.
Ci sono tanti altri articoli qui che possono aiutare a capire questo passaggio.
Un punto dove puoi cominciare è la mia pagina risorse gratuite: https://caterinamarzoli.com/centro-risorse-feldenkrais-somatic-experiencing/
Il corpo teso, soprattutto il peso sulle spalle, mi fa capire la mia sofferenza.
Certo se spegnessi il corpo, spegnerei la mente. Un bravo massaggiatore, magari.
Il corpo non dimenticherà mai, ciò che la mente razionale ha potuto cancellare.