In moto contro il coronavirus | Caterina Marzoli

In moto contro il coronavirus

10 Marzo 2020.
In questo martedì in cui l’Italia si è svegliata  in zona rossa a causa del coronavirus, fronteggiamo tutti la necessità di riorganizzare le nostre vite a livello delle necessità vitali per andare avanti e sopravvivere.
La spesa, il lavoro, i figli, i trasporti, i genitori anziani, gli animali domestici, le mascherine.  
Come faccio a ….? 

Nel giro di qualche giorno troveremo delle soluzioni accettabili, la maggior parte di noi l’ha già fatto anche se si ritrova oggi a dover “stringere” ancora di più.

Cosa ci succederà

In questa situazione, stress e ansia saliranno facilmente alle stelle - se non lo sono già - e il modo più veloce per acquietarla sarà riversarsi sui social, sullo shopping online, sulle piattaforme tipo Netflix e mettere in atto circoli viziosi di tipo compulsivo.

Ogni volta che qualcuno ci mette un like o che digitiamo i. numeri della carta di credito, un schizzo di dopamina il neurotrasmettitore che attiva il circuito del piacere della ricompensa, viene messo in circolo.

Il problema è che dura poco e quindi si tende a ripetere quell’azione che ci ha dato una seppur breve soddisfazione.
Questo significherà più difficoltà a staccarsi dai social, più facilità di darsi allo shopping online o alla visione compulsiva di serie tv.

Mentre è fin troppo facile consigliare alle persone di riorganizzarsi tornando a studiare, leggendo, facendo ordine in casa, quello che non dovremmo perdere di vista è: il movimento.

Il movimento, non passatempo ma necessità biologica

Ora più che mai muovere il nostro corpo è importante.
I benefici dell’esercizio fisico sono tantissimi, ma quelli di cui si parla meno sono quelli sulla salute mentale.

L’esercizio fisico ci tiene radicati al suolo e tiene la nostra mente più radicata nel presente, più efficiente nel pensiero, l’esercizio fisico produce gli ormoni della felicità e permette al nostro sistema nervoso autonomo di funzionare al meglio alternando momenti di riposo a momenti di attività.

Il sistema nervoso autonomo

Il sistema nervoso autonomo è quello che presiede veramente il nostro funzionamento come esseri umani e che in maniera un po' sbrigativa viene identificato con il nervo vago.

Cosa fa il sistema nervoso autonomo

Probabilmente mi hai sentito parlare spesso di nervo vago, è uno degli argomenti che ho approfondito di più negli ultimi anni proprio perché si sta diffondendo sempre più consapevolezza del suo reale ruolo nella nostra esistenza.
Cosa regola il nervo vago rispetto al nostro ambiente interno:

  • il battito cardiaco e la respirazione
  • stomaco e intestino
  • la lingua, la voce, l'orecchio
  • la sudorazione
  • l'umore, il sonno, l'appetito

Non fa tutte queste cose da solo ovviamente, ma è implicato nei meccanismi di regolazione.
Per quanto riguarda la regolazione verso l'ambiente esterno, regola le reazioni agli stimoli esterni cioè agli stressor preparando le reazioni:

  • fuga
  • lotta
  • immobilizzazione
  • predisposizione alla socialità e alle relazioni (anche sessuali)

Hai mai notato che quando hai paura oppure stai sperimentando un elevato grado di eccitazione (per esempio stai per parlare in pubblico) la voce ti esce in maniera differente oppure non ti esce proprio? Hai sperimentato una delle funzionalità del vago.

Che relazione c'è con il coronavirus e le misure di restrizione?

Il nostro sistema autonomo è fatto per la nostra sopravvivenza ed è fortemente impegnato in questo periodo in cui ci confrontiamo con paure, ansie e difficoltà, sia reali che immaginate. 
Il nostro sistema autonomo sta lavorando tantissimo e benissimo per far fronte a questa situazione. 
Ma, come tutti, non può lavorare 24 su 24. 
Medici e infermieri in prima linea lo sanno bene, dopo un po' non si riesce più a mantenere certi ritmi.

Ci sono molti modi di regolare il nervo vago, ma molti di questi sono oggi vietati o fortemente limitati.

Secondo il Dr. Stephen Porges, ideatore della teoria polivagale, le cose che "nutrono" il sistema autonomo:

  • le relazioni sociali positive e nutrienti 
  • cantare in un coro
  • suonare musica d'insieme
  • ballare in gruppo

In questo momento sono di difficile attuazione, anche se è possibile organizzarsi online per farlo.
Ricordiamoci che il cervello spesso funziona "come se", per una volta possiamo girarlo a nostro vantaggio.

Il movimento come regolatore del sistema nervoso

Anche il movimento è una cosa che aiuta il nervo vago e il sistema nervoso a regolarsi.
Il nostro cervello è nato per muoverci.    Letteralmente.
Solo dopo, molto dopo, si è sviluppato per pensare.

La prima persona che ha avuto una intuizione pratica sulla questione è stato Moshe Feldenkrais che ha messo a punto una modalità di movimento che arriva dritta dritta al sistema nervoso (cervello e tutto il resto).

Ma il movimento anche solo inteso come semplice e banale esercizio fisico ha degli enormi benefici sul nostro sistema nervoso, ormonale, immunitario e sulla salute mentale. 

Nell'infografica alcuni (non tutti) i benefici dell'esercizio e anche di una bella sudata. Aumento della funzionalità del lobo temporale (memoria), aumento delle capacità di apprendimento,  prevenzione di demenza, alzheimer e invecchiamento,  rilascio di endorfine, riduzione dei sintomi di stress, depressione, ansia, aumento dei fattori neurotrofici che mantengono e rigenerano il cervello. 

Il movimento non è un lusso

In una società che ha ridotto tantissimo i lavori manuali grazie alla meccanizzazione, il movimento è stato relegato ad un'attività hobbistica da fare in spazi artificiali con movimenti altrettanto artificiali.

Nelle due foto sopra persone che fanno movimento.
A parte le differenze nel fisico, nella composizione muscolare e nel repertorio di movimenti, più funzionale per alcuni, meno per altre, i cacciatori-raccoglitori a destra non hanno bisogno di mettere nella loro agenda l'ora di aerobica,
Nella loro vita quotidiana fanno già tutto il movimento di cui hanno bisogno (forse anche troppo).

Il resto di noi, probabilmente no!
Lo deve inserire nelle sue attività settimanali.

I danni del non muoversi

Fare movimento è, a volte,  considerata un'attività da casalinghe borghesi che si annoiano o palestrati fissati.
Niente di più sbagliato. 
L'impatto psicologico e fisico del non-movimento si vede bene in tutte quelle persone che subiscono restrizioni come i detenuti, i pazienti psichiatrici e i pazienti allettati.

L’essere umano impossibilitato a muoversi va verso un lento decadimento fisico e mentale.

Al tempo della quarantena e dell'isolamento

E' necessario in questo momento fare uno sforzo di "normalità" nell'immobilità forzata.

Sandro Pertini in isolamento a Ventotene, metteva i pantaloni sotto la tavola del letto perché il giorno dopo sembrassero stirati ai suoi carcerieri.
Nelson Mandela in prigione coltivava un orto nei bidoni vuoti di benzina.

Qualsiasi cosa ci tenga ancorati ad una parvenza di normalità oggi ben venga.

In questo momento di ri-organizzazione delle nostre vite, nelle priorità vitali non dobbiamo lasciar fuori il movimento.

Siamo abituati a pensarlo come hobby, non è così, il movimento è una necessità vitale - che solo per abitudine culturale siamo abituati a relegare al “tempo libero”.

Ben venga anche mettersi a studiare, leggere o a progettare ma sono attività terribilmente statiche e cognitive.

I guru della resilienza oggi consigliano di rallentare, meditare, coltivare il sé, cogliere l’occasione per cambiare abitudini. 

Può andar bene per qualcuno, ma per altri rallentare è tremendamente difficile e penoso, e vanno letteralmente fuori di testa a stare chiusi in casa.
Se ti riconosci in questa descrizione, ti vorrei dire di non preoccuparti, è una cosa abbastanza diffusa.
Obbligarti a coltivare quello che non ti piace e ti crea difficoltà, non è una buona idea in tempi già pieni di difficoltà.

Non cancellare il movimento dalla tua vita, considerandolo un extra che puoi sospendere in questo momento, dedicagli uno spazio, uno spazio sacro perché con il movimento onoriamo la nostra natura più profonda ed intima di esseri umani.

Fare movimento ci permetterà di tenere la testa sulla spalle e di mantenerci forti anche per aiutare chi ci sta intorno.

Se sei un adulto, mediamente hai un figlio e/o un genitore anziano che ha bisogno di te.

​Se siamo più regolati noi, lo saranno anche coloro che abbiamo vicino.

Come continuare a fare movimento da casa

Ho da tempo dei programmi online, ma non sono l’unica a farlo, ci sono decine di app che si possono scaricare anche gratuitamente che propongono vari tipi di allenamenti o di balli.

Non mi sento di consigliarne una in particolare, dipende davvero dalle esigenze di ognuno, da cosa piace, dal livello di competenza motoria.
Suggerisco di investire un po’ di tempo per provarne qualcuna, io comunque suggerisco sempre il ballo (almeno 15-20 min).

Buona notizia: se sai ballare o no è ininfluente. 
Sei coordinata o no, è ininfluente. 

Se invece vuoi proprio lavorare con me

La mia piattaforma Feldenkrais Academy è la prima nata in Italia dedicata alla pratica online del metodo Feldenkrais LIVE!

In questi tempi, ho deciso di ampliare le possibilità del lavoro online anche alle sessioni individuali con obiettivi specifici.

Tuttavia in questo momento, l'Academy si apre per garantire a tutti un po' di movimento extra.

Farò una lezione gratuita tutti i mercoledì alle 19.00 fino a fine emergenza!

Per avere il link, lasciami la tua email.


Restiamo umani, mettiamoci in moto.



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