Se sai quello che fai, puoi fare quello che vuoi

Moshe Feldenkrais

​Feldenkrais, gli errori da non fare

​A volte le persone arrivano a provare il Metodo Feldenkrais per le più svariate ragioni, ​ chi vuole liberarsi dal mal di schiena, dalla cervicale o in cerca di equilibrio psicofisico o di un recupero dopo un periodo complicato fisicamente o psicologicamente, magari un post-intervento o un​ post-gravidanza o anche come strumento di consapevolezza e crescita personale.

 A volte al Feldenkrais si attribuiscono miracoli,  ​guarigioni prodigiose, ribaltamento di infauste prognosi mediche.  In effetti, a volte è proprio così, spesso ci si arriva perchè altre strade non hanno prodotto i risultati sperati, poi finalmente questi risultati arrivano e ovviamente l'entusiasmo va alle stelle.

Il metodo Feldenkrais è un po' speciale perchè:

  • ​la persona non è un soggetto passivo a cui imporre un trattamento, delle posture o degli esercizi,
  • non si crede ​​all'idea che un trattamento doloroso sia utile
  • ​è ​originale e divertente, rispetto alla noia di trattamenti ripetitivi e sempre uguali.

Spesso si possono ottenere ottimi risultati… ma quello che si dice meno spesso è che per ottenere grandi risultati, ci vuole comunque ​ impegno.  

 A volte al Feldenkrais si attribuiscono miracoli,  vite cambiate dall’oggi al domani, guarigioni prodigiose, ribaltamento di infauste prognosi mediche.  In effetti, a volte è proprio così.

Spesso si possono ottenere ottimi risultati… ma quello che si dice meno spesso è che per ottenere grandi risultati, ci vuole comunque un po’ di impegno. 

​Il metodo Feldenkrais, un approccio ​ottimo ma misconosciuto​

​Il metodo Feldenkrais è la cosa migliore che conosco in termini di potenziale per generare un vero cambiamento nella persona (senza dover fare 20 anni di analisi o ​fare esercizio 3 volte a settimana per​ sentirti bene, o entrambe le cose, visto che viviamo in un sistema che si ostina a considerare mente e corpo come cose separate). 
​La ragione per cui il Feldenkrais può agire ad entrambi i livelli, è che, nel nostro sistema, ogni movimento è collegato a una sensazione, a un'emozione e a un pensiero e queste cose non possono essere separate.

​​Torniamo al​le cose pratiche​

Se ti vuoi avvicin​are al Feldenkrais dovresti sempre tenere a mente che, in fin dei conti, anche se ci sono bellissimi movimenti fluidi ed eleganti,  si tratta sempre di apprendimento ed esplorazione e non ​ di una serie di movimenti meccanici ripetuti con le cuffiette ​nelle orecchie guardando Netflix come nei migliori fitness cent​er.
​Non ho nulla contro il fatto di ascoltare musica o guardare Netflix mentre ci si allena, semplicemente quando ​ faccio movimento preferisco stare nel mio corpo (ammesso che ci si possa allontanare! Se mi avvistate fuori dal mio corpo, ​chiamate aiuto!).

Se ti avvicini al Feldenkrais dovresti sempre tenere a mente che, in fin dei conti si tratta di apprendimento ed esplorazione e non semplicemente di una serie di movimenti meccanici ripetuti con le cuffiette in testa. Guardando Netflix come nei migliori fitness centre.
Sia chiaro che non ho nulla contro il fatto di ascoltare musica o guardare Netflix mentre ci si allena, semplicemente  non fa per me.

Quello che nell’enfasi del racconto di Norman Doidge, passa un po’ inosservato, è che Elizabeth ha fatto una lezione di Feldenkrais al giorno da neonata fino alla vita adulta.
Ha ricevuto lezioni da Moshe Feldenkrais e poi su basi regolari e giornaliere da una delle sue migliori allieve.
Una lezione al giorno per, diciamo… una ventina d’anni? Almeno. Non so se ora continua a fare Feldenkrais oppure no.
Intendiamo, non è che Elizabeth cammin granché bene, ne’ credo che ci veda benissimo, ma ha una vita attiva, autonoma e più o meno indipendente.
Grazie alle lezioni di Metodo Feldenkrais prese fin da piccola, altre parti del suo cervello si sono date da fare per supplire alle parti mancanti.
Ma questa è una spiegazione tecnico-professionale, io volevo parlarti di altro.


La storia di Elisabeth ne è un esempio. Elizabeth è una sorta di manifesto vivente di questo metodo, nata con gravissimi danni cerebrali, ai suoi genitori era stata prospettate poche speranze. Elizabeth non avrebbe visto, ne’ camminato avrebbe avuto gravi ritardi.
Oggi Elizabeth è una trentenne, laureata, sposata e proprietaria di un’attività. La sua storia è nel libro di Normal Doidge.
La storia di Elizabeth è davvero incredibile ed è un grande manifesto del metodo.


​Cosa può  impedirti di raggiungere i tuoi obiettivi ​nelle lezioni di Feldenkrais

​Qualsiasi sia la ragione per cui sei arrivato/a al Feldenkrais, ​ci sono alcune cose che si possono mettere tra te e i risultati che ti eri prefissato. 

​1. ​Non è possibile sbagliare e questo è difficile da accettare.

Incredibile, vero? Si potrebbe pensare che essere ​esonerati dal peso dell’errore sia liberatorio invece spesso causa frustrazione​.

Ma questo è perché​ il concetto di giusto e sbagliato è talmente radicato dentro di noi, da anni e anni di indottrinamento scolastico e sociale, che non riusciamo a lasciarlo da parte nemmeno per una piacevole ora di movimento a settimana.
Poiché le lezioni sono esplorazioni e scoperte delle proprie potenzialità e di se stessi, ​ non si può sbagliare, perché in effetti esplorando si scopre sempre qualcosa​.

Ma se ​durante la tua lezione la tua mente sarà impegnata ​ ​con cosa sia giusto e sbagliato, ​ ​​magari ​guadagnerai la tanto desiderata​ postura eretta, ma non avrai incontrato te stesso o te stessa, non avrai trovato la tua comodità, ne' il modo facile di fare le cose. 


Lo so che se vieni a lezione hai qualche obiettivo da raggiungere, sennò perché venire?
Ma il paradosso è che, è proprio togliendo dal tuo orizzonte quell’obiettivo, che riuscirai ad arrivarci più velocemente.
Ti accorgerai presto che le esplorazioni delle sequenze, vengono poi riassunte in qualche schema di movimento che potrai con successo utilizzare nella tua vita quotidiana per camminare, stare seduto, raggiungere con le braccia e più lo utilizzerai, più diventerà tuo.

Come portarlo nella tua vita quotidiana, però, è davvero compito tuo e dipenderà da:

  •  dalla tua curiosità​ (di esplorare e conoscer​ti),
  • dalla tua attenzione ​a quello che fai,
  • dalla ​forza della tua intenzione​.

​Curiosità, attenzione ed intenzione: sono ​i tre ingredienti fondamentali che solo tu puoi mettere nella lezione.

2. Voler fare troppo, troppo forte, troppo in fretta

​​​Se pensiamo che il risultato da raggiungere sia fare il movimento bene, giusto, il giusto numero di volte, saremo troppo impegnati a pensare e poco a sentire.
Ci perd​eremo allora tutti i dettagli interessanti, cioè come facciamo i movimenti e come possiamo renderli più facili ed efficienti, ci perdiamo il divertimento, ci perdiamo l’occasione di passare del tempo di qualità con la persona più importante, noi stessi!

Una volta che il movimento sarà più “​tuo” e sar​ai sicur​o di poterlo fare senza far​ti male, nulla vieta di fare tanto, forte e veloce!

L’atteggiamento migliore che puoi portare a lezione è quello di una giocosa esplorazione, che ti porti a tralasciare per un po’ le tue solite abitudini per immergerti in un tempo dedicato alla conoscenza di te e dei tuoi schemi di azione, senza giudizi e senza risultati da raggiungere.


3. Avere troppe aspettative su di sé, sul metodo e sui risultati

In una società che ci spinge a raggiungere, a fare, alla gratificazione instantanea, se le cose non riescono come vogliamo noi ci trasformiamo nei peggiori giudici di noi stessi.
Ma se arriviamo a​l Feldenkrais perché magari siamo assillati da qualche dolore cronico o dai postumi di un vecchio incidente, di una scoliosi adolescenziale, pensa​re di risolvere tutto in una manciata di lezioni è illusorio. Ci sono risultati che arrivano subito e altri per cui ci vuole un po' di tempo.

​Goditi il viaggio e ​la scoperta di te, sarà comunque il viaggio più interessante di sempre.


4. ​Dimenticarsi di respirare

E’ piuttosto comune nella nostra cultura (forse non solo nella nostra) trattenere il respiro, specialmente se si sta facendo una cosa nuova o se si​ è troppo concentrati o c’è troppa volontà di riuscire in qualcosa.
Invito sempre gli studenti a osservare se stanno respirando oppure no a lezione, se stanno contraendo la mandibola o le labbra, finché un po’ alla volta non intuiscono che il respiro può essere completamente indipendente dal movimento.
Riuscire a mantenere un respiro fluido e tranquillo in azione è una capacità raffinata, che solo pochi esperti di arti marziali possono vantare. Tuttavia è un campo che merita di essere esplorato e ci sono circa 30 lezioni del Dr. Feldenkrais specificatamente indicate per questo scopo.

​Semplicemente.... Respira!

5. ​Essere troppo seri 
​I bambini quando giocano ed esplorano ​sembrano serissimi, in realtà sono solo concentrati​, è diverso dall'essere corruciati o tesi nello sforzo. Nel dolore di un movimento impossibile o non adatto a noi, non si apprende assolutamente nulla, ci si fa solo male e si vive un'esperienza sgradevole che il nostro sistema cercherà di cancellare il prima possibile.
​Le lezioni sono un'occasione ​per tornare alla gioia della scoperta di sè e del mondo.
Non solo, se l'atmosfera è giocosa e rilassata, se il nostro sistema è a suo agio, ​allora ci sono le condizioni miglior​i per apprendere, l​'esperienza dei ​nuovi schemi motori sarà più facile da fissare con una bella risata e con la sensazione di piacevolezza del movimento.

essere troppo seri.
Il primo obiettivo dovrebbe essere la scoperta di sé attraverso il movimento (anche se lo scopo ultimo magari è risolvere qualche acciacco).
E’ tornare alla gioia della scoperta, come quando eravamo bambini e facevamo qualcosa semplicemente finché ne avevamo voglia.

​Ridi!
​Distende il diaframma, i muscoli del viso ed è contagioso!


Ricordandoci che le lezioni di Feldenkrais sono apprendimento ed esplorazione vediamo cosa può  impedirti di raggiungere i tuoi obiettivi.

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