Differenze tra fisiatra e fisioterapista | Caterina Marzoli

Differenze tra fisiatra e fisioterapista

​A volte mi ​ è capitato che qualche amico mi dicesse "Caterina, mi ha visitato un fisiatra... mi ha detto di fare questo e questo... ma cos'è un fisiatra?"
Sorrido pensando a quanto ha studiato un mio amico, bravissimo fisiatra. Però in effetti, nemmeno io sapevo cosa fosse un fisiatra, prima di iniziare il corso di laurea in fisioterapia.

​Io ​ho scelto di studiare due campi apparentemente opposti.
All'inizio mi interessava solo il Feldenkrais, poi ho capito però, che per diventare la professionista che volevo essere,  avrei dovuto studiare anche altro (anatomia, fisiologia, patologia, biomeccanica, neurologia, etc. etc.).

Molte persone, sia nella fisioterapia, sia nel Feldenkrais, mi guardavano un po' stupite: ma come fai a conciliare le due cose?

Io restituivo sguardi altrettanto stupiti, non capivo dove era il problema perchè entrambe le cose si occupano di:

migliorare le funzioni perse o mai avute


E' vero però, che a volte ho avuto qualche crisi di identità... sono più uno o l'altro?
Alla fine  con il tempo sono riuscita a integrare le due cose.

Sono grata di aver frequentato l'università, perché anche se carente sotto molti punti di vista, mi ha dato quello che tutte le università dovrebbero dare, capacità di ragionamento e pluralità di punti di vista. Ma anche mentalità scientifica, strumenti per informarsi e rinnovarsi,  e capacità di darsi torto.

Penso che sia importante per un professionista avere una pluralità di informazioni, aver studiato tanto, ma anche, e soprattutto, avere gli strumenti per distinguere le cose potenzialmente interessanti (ma magari non scientificamente provate) da quelle strampalate, assurde e potenzialmente pericolose per i pazienti, clienti o studenti.


​Attenzione!

​Questo articolo può richiedere uno sforzo di attenzione, forse non è proprio leggero e brioso, ma le informazioni che contiene ​potrebbero chiarire alcuni dubbi.  ​Lo puoi leggere per paragrafi oppure dividerlo in più volte​.

Facciamo un po' di ordine nelle professioni

​Il Fisiatra

​​Un Fisiatra è un medico, che dopo la laurea si è specializzato in Fisiatria, cioè si occupa di riabilitazione, quindi di recupero delle funzioni umane, (camminare, tanto per dirne una...), insomma, ha studiato un sacco di anni, il suo compito è fare diagnosi, prescrivere farmaci e terapie fisiche e/o manuali ed esercizio terapeutico che saranno - in genere - eseguite da professionisti della riabilitazione.
il Fisiatra lavora anche in equipe interdisciplinari, dove con altri medici e professionisti sanitari (fisioterapisti, infermieri, psicologi, dietisti, logopedisti, etc.), partecipa alla gestione di pazienti che richiedono approcci multidisciplinari come i pazienti oncologici o cardiopatici.

​Il Fisioterapista

​(che poi è una delle mie qualifiche)

​Il Fisioterapista  è un professionista sanitario nell'area della riabilitazione in possesso di laurea triennale, (ma chi ha raggiunto il titolo anni fa, potrebbe avere un diploma universitario o il diploma di una scuola diretta a fini speciali), il titolo è equivalente a Terapista della Riabilitazione. Sono comunque titoli equipollenti e validi. 
Il Fisioterapista svolge attività di prevenzione, cura e riabilitazione delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive. ​Cioè?

In pratica il Fisioterapista lavora in quasi tutti i reparti di un ospedale, perché ha studiato per farlo.

 Quindi lavora, come tutti sanno in campo ortopedico e neurologico, ma lavora anche in ambito:

  • Pediatrico
  • Geriatrico
  • Oncologico
  • Cardiologico
  • Ginecologico
  • Maxillo-facciale (riabilitazione della mandibola)
  • Neonatale
  • Viscerale (pavimento pelvico e intestino)
  • Respiratorio
  • Riabilitazione della deglutizione e lingua
  • del sistema linfatico (con il linfodrenaggio)
  • Neurotraumatologico (traumi cranici)
  • Spinale (lesioni del midollo)
  • di prevenzione ed educazione sanitaria.

Come lo fa

Con le terapie manuali (usa le mani), fisiche, strumentali (usa le macchine e le energie fisiche) e massoterapiche (fa i massaggi).

Un fisioterapista si arrabbia moltissimo quando lo incontrate a una festa e gli dite: allora fai i massaggi??? Non fatelo, ​ci offendiamo da matti... abbiamo le nostre debolezze...

In ogni caso, le mani non sono la parte più importante con cui lavora un  Fisioterapista.  MA è  il  cervello. Infatti...

Il Fisioterapista è un professionista  autonomo

che si occupa di riabilitazione (cioè ri-acquisire funzioni perse o mai avute, cioè ti sei rotto una gamba ti aiuta a ri-camminare, se non sai più tossire perché hai avuto un'intervento toracico ti aiuterà a tossire e respirare):

Il fisioterapista ​ può fare diagnosi funzionale

(diversa dalla diagnosi clinica che è di competenza medica)

e decidere il programma di trattamento per i suoi pazienti/clienti in totale autonomia, quindi non è il semplice esecutore delle indicazioni del medico.
Tuttavia è suo dovere (definito dalla legge) basarsi sulla diagnosi del medico.

Diciamo che in una situazione ideale dovresti recarti dal fisioterapista con un foglietto firmato da un medico che dica cosa hai.

Sì ma.... posso già sentire le tue obiezioni....
Ho detto situazione ideale... nella pratica sappiamo che non succede sempre così e il processo di diagnosi è difficile e confuso. E anche costoso.

Avrai ormai capito che Fisiatra e Fisioterapista si occupano un po' della stessa cosa: la riabilitazione. Sono entrambi due professionisti autonomi con competenze diverse.

Litigano???

A volte, ma quando sono capaci di lavorare insieme mettendo da parte i rispettivi orgogli professionali e stando ognuno nelle sue competenze,  fanno un ottimo servizio al paziente!

​Piccole formalità che fanno la differenza...


Per lavorare sia medico che fisioterapista (e infermieri, ostetriche, logopedisti, terapisti occupazion​ali e della neuropsicomotricità infantile, etc.) devono passare un esame di stato abilitante.

Si tratta di un esame di fronte a una commissione di rappresentanti dell'università e del ministero della salute che non ti conoscono e decidono se sei in grado di fare questa professione oppure no. I fisioterapisti lo fanno prima della laurea, i medici dopo. 

Perché si fa?

Ovviamente per tutelare i cittadini, assicurandosi che chi si occupa di salute, abbia le stesse competenze di base ritenute indispensabili (nozioni di igiene, per esempio, ma anche di bioetica)
​Si fa così più o meno in tutto il mondo. 

Ma questo garantisce che siamo tutti bravi?​

No, magari...
L'esame abilitante non garantisce la qualità del professionista (ahimè!) ma, pensa se non ci fosse nemmeno questo. Che confusione di chi fa cosa....e chi ha titolo per farlo?

Un fisioterapista può essere anche __________  ?

Nulla impedisce a un medico o a un professionista sanitario di intraprendere un altro corso di studi, come osteopatia, shiatsu, medicina cinese o... Feldenkrais (l'altra mia qualifica).
Agli occhi dello Stato, è  comunque un professionista abilitato a​ trattare problemi di salute​ e tenuto al rispetto di un codice etico e deontologico. 

Attenzione: non è detto che il contrario sia automatico... cioè osteopati, agopuntori, shatsuka, naturopati, chiropratici, ayurvedici, etc. etc. non sono necessariamente medici o fisioterapisti, possono esserlo oppure no.


​All'estero?

All'estero, capofila l'Inghilterra, i fisioterapisti infilano aghi, fanno ecografie e prescrivono farmaci, (naturalmente bisogna studiare di più per farlo).

Il legislatore inglese ha voluto fare un dispetto ai medici? Per niente, i medici hanno già troppo da fare, ​è loro stato tolto del lavoro, ottimizzando risorse e si conta di risparmiare sulla spesa sanitaria.
Parlamento e società italiana, svegliatevi! Non si tratta solo di far crescere una professione e stare al passo con il resto del mondo ma anche di risparmiare!!!


​Cosa è importante sapere per te?

​Nel panorama vastissimo di tutte le offerte per la salute,
​cerca  di informarti il più possibile, chiedi a un professionista dove, come e con chi ha studiato, ma soprattutto, valuta i tuoi  progressi, se dopo un ​periodo ragionevole  non ce ne sono, è sensato rimettere le cose in  discussione e confrontarsi con il proprio medico di famiglia.

(so che i medici di famiglia non godono sempre della stima dei loro assistiti - a volte a ragione - ma sono degli alleati importanti, non li sottovalutare, cerca di stabilire un rapporto di scambio e fiducia, se non è possibile, cambia medico)


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