Feldenkrais Academy

La prima online in Italia

Alcune cose che, forse, non ti hanno mai detto sul tuo repertorio motorio

Come mai, nonostante le nostre migliori intenzioni,

diventiamo rigidi e ipomobili

I movimenti naturali

Muoversi è una necessità biologica troppo sottovalutata nella società moderna.


A dispetto del fatto che viviamo in una società frenetica e che abbiamo l'illusione di essere sempre in movimento, siamo (tutti noi) terribilmente ipomobili.
La comodissima tecnologia di cui ci siamo  circondati, ci ha tolto la possibilità di spostarci per lunghi tratti a piedi, correre per cacciare, sedersi/distendersi al livello del suolo (e non sul divano), spingere carretti, lanciare pietre (o frecce).


Nonostante pensiamo che il nostro cervello sia meraviglioso per le sue immense capacità cognitive, di astrazione e di metafora, la maggior parte di noi ignora il fatto che il nostro cervello si è evoluto soprattutto per farci muovere da un punto all'altro.


La maggior parte delle strutture del nostro cervello ha a che fare con il movimento e non con il pensiero. 


Per questo, diminuire la quantità di movimento che facciamo non mette a repentaglio solo la nostra salute fisica ma, in un certo senso, anche quella mentale, perché ci porta a vivere solo nella nostra testa e ci allontana dalla nostra natura più vera e profonda: quella di mammiferi in movimento.


E' facile capire quanto sia indispensabile il movimento quando qualcuno ce lo toglie. 

Andare dietro la lavagna o limitare il movimento di una persona  in una cella è un modo tipico di infliggere punizioni degradanti agli essere umani.


Il nostro movimento è molto più importante di quanto pensiamo.

Il repertorio di movimenti umani

Come essere umani abbiamo un grande repertorio di movimenti funzionali. 

I movimenti funzionali sono movimenti tridimensionali che facciamo nello spazio tridimensionale perché abbiamo un'intenzione (di fare qualcosa, come lanciare un sasso).
Movimenti come:

  • camminare
  • correre 
  • stare in piedi
  • lanciare
  • rotolare
  • raggiungere con il braccio
  • strisciare, etc. etc.

sono alcuni dei movimenti tipici della specie umana. 


Se ti sei fermato ai primi 2 o 3 dell'elenco e ti stai domandando quando è l'ultima volta che hai rotolato,  probabilmente è perché nella tua giornata tipo, ti alzi, cammini per andare alla macchina o all'autobus, dove viaggerai seduto o in piedi, andrai al lavoro dove starai seduto o in piedi e poi farai tutto in ordine inverso per tornare a casa, dove ti stenderai sul divano.


Se sei una sportiva o uno sportivo però, non è detto che sia meglio. 

Perché esiste la medicina dello sport

Il modo in cui facciamo sport o altre discipline di movimento, può migliorare da una parte la situazione ma anche peggiorarla. 
Se è indubbio che l'esercizio fisico porta benefici alla salute (c'è tantissima ricerca a sostegno di ciò),
il nostro modo di fare gesti ripetitivi, meccanici e sempre uguali, tipici di ogni disciplina, possono portare ad altrettanto tipici infortuni, come il gomito del tennista o la pubalgia del calciatore. 

Nello sport non ci sono solo traumi occasionali (ma sono poi davvero occasionali?) ma anche lesioni da sovraccarico e da stress sempre negli stessi punti.

E la cosa non riguarda solo gli sportivi, ma anche i musicisti, i danzatori e i performer. 


Difficilmente coach e allenatori,  maestri di ballo o di strumento inseriscono nella routine di allenamento altri tipi di movimento per variare il repertorio motorio.
Il motivo è che  questi concetti stentano a diffondersi e a prendere piede in Italia (e nel resto del mondo).


Ma non ci siamo evoluti per fare sport o suonare strumenti anche se sono attività affascinanti e meravigliose, ma ci siamo evoluti con i movimenti funzionali della nostra specie.


Non siamo nati rigidi

Alcuni pensano di essere rigidi e di essere sempre stati così. Ma non è vero. 

Nasciamo morbidi e i movimenti dei nostri primi anni di vita sono vari e fatti con tutto il corpo. 

Purtroppo, cominciamo a diventare rigidi quando cominciamo a passare molte ore seduti, cioè a scuola e il pomeriggio per i compiti. 


Prima di dedicare tanto tempo allo studio, i giochi da cortile come saltarello, nascondino, saltare la corda, giocare alla guerra, andare in bicicletta, lanciare una palla, contribuivano a mantenere il nostro repertorio di movimenti grande e variato. 


Ma non solo, garantivano una frequenza giornaliera o quasi. 


Ma non è stata colpa dei nostri genitori, nelle città può essere davvero difficile crescere in cortile.


Oggi, da adulti, tornare a praticare un repertorio vario di movimenti funzionali può essere davvero la chiave del benessere fisico e mentale. 

Ritrovare la propria natura non si può improvvisare

Non è pensabile, specialmente se si sono passati i vent'anni, andare scalzi nei boschi e riappropriarsi della propria natura, correre, saltare, arrampicarsi, appendersi ai rami.
Sarebbe abbastanza pericoloso. 

Quello che serve è un metodo che ci consenta di tornare a praticare in un ambiente sicuro e in una situazione sicura. 

Un metodo che possa offrire:

  • adattabilità (nelle situazioni)
  • variabilità (nel repertorio)
  • frequenza (nella pratica)  

Naturalmente non deve mancare l'idea della progressione e di qualcuno che ti guidi con sicurezza.


Il Feldenkrais risponde a questi requisiti perché tutte le lezioni hanno un tema funzionale (correre, strisciare, gattonare, etc.) in un ambiente controllato, sul pavimento, parquet o tatami, con una progressione che rispetta la tua struttura e non forza le tue possibilità. 


Non si diventa Forti & Flessibili in un giorno, ma è un processo (come tutto nella vita) che richiede un po' di tempo e di costanza. 


Prova questo test!

Per capire quanto sei competente nel movimento funzionale, mettiti alla prova in un movimento reale.


Un medico brasiliano ha proposto questo test per valutare l'aspettativa di vita. 

Si tratta di passare da seduti a gambe incrociate a in piedi (oppure il contrario), ogni volta che usi un appoggio della mano, togli due punti. 
Non ti dico qual è il punteggio di partenza o di arrivo perché non ha nessuna importanza. 


Semplicemente osserva se il movimento è possibile, con quanta fluidità, se blocchi il respiro, se perdi l'equilibrio, se ricorri alla forza bruta per riuscirci. 

Più aggiustamenti devi fare per arrivare in posizione, meno sei competente nel movimento funzionale.


Non ti preoccupare se non ti riesce, è una sfida obiettivamente difficile.

(tuttavia esiste una lezione di Feldenkrais in cui riesci ad impararlo in 45 minuti con un solo appoggio della mano, niente male eh?)

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Ho fatto questa proposta solo per dare un'idea di cosa intendo con movimento funzionale e di come puoi investire il tuo tempo praticando e imparando movimenti funzionali, che ti servono davvero nella tua vita reale. 


Caterina Marzoli

Fisioterapista & Insegnante Feldenkrais

Su Caterina

Caterina ha fatto buona parte degli sport, delle pratiche orientali e delle discipline all'aria aperta disponibili (compreso il motociclismo), finché non ha scoperto il Metodo Feldenkrais e se ne è innamorata.

Volendo capire a fondo i presupposti scientifici su cui si basa il Metodo, ha pensato di iscriversi al corso di laurea in Fisioterapia che ha concluso con 110L e una tesi pubblicata sul metodo Feldenkrais e lombalgia aspecifica.

Oggi, quello che l'appassiona di più è cercare di integrare il mondo sanitario e quello del Feldenkrais.

Feldenkrais Academy


La Feldenkrais Academy è la prima scuola online di Feldenkrais in Italia e il progetto più grande che ho creato finora. 


L'idea mi è venuta partecipando a gruppi di studio internazionali con i miei colleghi Feldenkrais di tutto il mondo.
Ci troviamo per fare delle lezioni online e discuterne insieme e nonostante le mie prime perplessità, la lezione è fruibile come dal vivo. 


I miei allievi che non riescono a venire due volte a settimana o che lavorano a turni e le persone che mi contattano da posti lontani, chiedendomi se per caso faccio qualcosa nella loro città, mi hanno convinta a mettere in pratica quella che sembrava, inizialmente, un'idea un po' folle. 


La Feldenkrais Academy apre i battenti con un corso di base, con i movimenti essenziali della colonna, fatto apposta per essere seguito secondo le proprie disponibilità, ma garantendo allo stesso stesso tempo la mia presenza dal vivo per assistere e rispondere a dubbi e perplessità di chi si avvicina a questo metodo per la prima volta. 


Nel futuro, aumenteranno i corsi per rispondere alle esigenze di tutti i tipi di allievi, dai principianti ai più esperti, dagli sportivi ai musicisti e performer.


Dr. Caterina Marzoli | Fisioterapista | P. Iva 13160531003 | ​iscritta al n. 1515 dell'albo della professione sanitaria di Fisioterapista, presso l'Ordine TSRM PSTRP di Roma.

​Iscritta all'Associazione Insegnanti Feldenkrais del Regno Unito

Copyright © 201​9 www.caterinamarzoli.com di Caterina Marzoli