La storia di Valentina | Feldenkrais per danzatori | Caterina Marzoli

Valentina | Insegnante danze swing

Conoscevo già il metodo, ma solo per sentito dire e dalle poche informazioni che avevo reperito (Wikipedia, per capirci) mi era parso interessante, come tutta una serie di altre discipline e pratiche come yoga o Pilates ecc. Effettivamente avevo in mente, come forse la maggior parte dei profani, una sorta di ginnastica molto lenta.
Poi ho avuto modo di fare tre sessioni individuali e, al termine di ognuna di esse, rialzandomi in piedi ho avvertito con sorpresa un miglioramento netto nella distribuzione del peso al suolo, un rilassamento di tutta la catena muscolare e un miglioramento della respirazione, come al termine di una seduta dall’osteopata particolarmente riuscita. Interessante, però, è che l’operatore di Feldenkrais (allenatore, insegnante?) non effettua manipolazioni vere e proprie, ma fa compiere al corpo gesti comodi, rilassati, ma inconsueti, per circa un’oretta. è come se il corpo venisse spiazzato dalle sue stesse possibilità.
Non nego che mi abbia giovato anche il senso di rilassamento che si prova generalmente quando si è stesi su un lettino (non del dentista!) e qualcuno si sta prendendo cura di noi, come in un massaggio. Ma non si è trattato semplicemente di questo: al termine della secondo incontro, durante il quale abbiamo lavorato per migliorare un problema al ginocchio sinistro che ho da circa tre anni – ancora non è chiaro se per il menisco lesionato, un versamento o entrambe le cose – ho improvvisamente smesso di sentire dolore: il versamento è rimasto, ma ho avvertito immediatamente una maggior capacità di sostenere il peso, e il ginocchio ha smesso di scricchiolare. Una magia? Quasi….
Ballo swing da circa dieci anni e sono alla continua ricerca di metodi che mi permettano di migliorare la gestione del peso, l’equilibrio, l’elasticità, ovvero modi per rendere efficiente il movimento, ma soprattutto per trovare il mio asse, centrarmi. Si tratta, in poche parole, di compiere il maggior lavoro con il minor sforzo possibile. E il Feldenkrais si occupa proprio di questo!
Mi sono resa conto da parecchi anni che è senz’altro importante allungare i muscoli e fare ginnastica, tenersi tonici, ma, come diceva una nota pubblicità di parecchi anni fa, la potenza è nulla senza il controllo ed il controllo può rimanere solo un miraggio se il corpo è occupato a gestire mille tensioni, il diaframma non si muove e non riusciamo a rilassare il bacino.
Sentivo che tanto esercizio non mi avrebbe aiutato, da solo, a migliorare sensibilmente la qualità dei miei movimenti, la centratura e l’equilibrio. Dopo un anno di yoga miei muscoli rimanevano contratti come il primo giorno di lezione. Ho capito, insomma che il nodo centrale è la gestione delle somatizzazioni di emozioni negative: credo che un metodo volto a rieducare la percezione di sé attraverso il movimento sia una delle vie da esplorare per chi è interessato a ballare meglio, muoversi meglio e, soprattutto, vivere meglio. Ho visto ancora poco del Feldenkrais, ma ne sono assolutamente entusiasta e vorrei continuare ad esplorarne gli effetti migliorativi che questo può avere sul mio benessere psicofisico.
La capacità dell’insegnante è fondamentale in questo percorso, e credo che Caterina sia un’ottima guida, seria e competente. Grazie!

Valentina Gettatelli,

Insegnante di danze swing

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